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Continua il delirio sul numero dei positivi: le cifre Asl diverse da quelle ufficiali

Ancora caos sui numeri. Dopo l’ammissione della Asl Roma5, di aver processato in ritardo 1000 tamponi, le cifre tornano a circolare ma sono diverse da quelle del Dipartimento epidemiologico del Lazio. Il sindaco di Gallicano scrive al Prefetto: “Così la diffusione del virus diventa incontrollata”.

di Massimo Sbardella

Da Zagarolo a Palestrina, da Valmontone a San Cesareo o in qualunque comune della Asl Roma5. Basta fare un giro sui social per rendersi conto che, tra i cittadini, si susseguono le accuse contro i sindaci per la mancata comunicazione di dati su positivi e guariti. In realtà, purtroppo, i comuni in questa fase possono fare davvero poco. La Asl Roma5 ha perso completamente il quadro della situazione e non riesce ad informare tempestivamente i sindaci su quanti siano i positivi, i ricoverati, i guariti. Un fatto molto grave non tanto perché nega ai cittadini di sapere in che contesto essi vivano ma, ancora di più, perché impedisce ai sindaci (e alle forze dell’ordine) di intervenire per controllare che i positivi stiano in isolamento, che i loro contatti diretti rispettino la quarantena, che i rifiuti solidi urbani vengano smaltiti secondo la legge (quindi come rifiuti speciali) senza esporre gli operatori al rischio contagio.

Basta andare sul sito del Dipartimento epidemiologico del Lazio per trovare numeri diversi da quelli che fornisce la Asl, il che è un assurdo visto che la fonte dovrebbe essere la stessa. Dovrebbero essere quegli stessi dati che, raccolti dalle Asl e trasmessi al Dipartimento epidemiologico, vanno poi a comporre il quadro che il Comitato tecnico scientifico utilizza per stabilire quali regioni diventano gialle, arancioni o rosse a seconda dell’incidenza del virus. Se in tutto il Lazio la situazione è la stessa della Asl Roma5 non siamo messi bene, come ha denunciato in alcuni video il consigliere comunale di Gallicano nel Lazio, Franco Cerquetani.  

Eppure, sui social, i cittadini continuano a prendersela con i sindaci, chiedendo loro dei numeri che – nella realtà – i sindaci non hanno. O, meglio, ne hanno alcuni che, conti alla mano, risultano sbagliati. Lo conferma la dura lettera che il sindaco di Gallicano nel Lazio, Pietro Colagrossi, ha indirizzato al Prefetto di Roma, alla Asl Roma 5 e alla Regione Lazio, segnalando la “grave discordanza dei dati dei positivi al Covid”.  

“Numerosissime – scrive il sindaco – sono le segnalazioni che arrivano giornalmente da cittadini che riferiscono di essere stati accertati da Codesta Asl come positivi al virus e chiedono di accedere ad una serie di servizi indispensabili, connessi alla condizione di contagio (e in molti casi ad ottenere forme specifiche di assistenza anche alimentare). Tuttavia nella maggior parte dei casi queste segnalazioni non trovano riscontro con le comunicazioni che pervengono da parte di Codesta Asl. In molti casi fra la segnalazione effettuata dal privato e la comunicazione ufficiale da parte di Codesta Asl vi sono anche molti giorni di differenza, in altri la comunicazione ufficiale non appare mai acquisita al protocollo dell’Ente”.

Ciò su cui punta il dito il sindaco Colagrossi, è il “grave ritardo nello svolgimento delle funzioni di assistenza alla popolazione (soggetti fragili, positivi al COVID 19 e soggetti in quarantena)” che induce questa situazione, “in contrasto con la strategia nazionale di prevenzione e contenimento del contagio che punta all’isolamento precoce di ogni area di contagio per evitare una diffusione incontrollata del virus”. “Allo stato attuale – mette in guardia Colagrossi – il ritardo nella comunicazione sta producendo l’effetto di alimentare ulteriormente la diffusione del virus creando condizioni tale per cui la stessa divenga incontrollata”.

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