9,3 milioni di euro di crediti di imposta sequestrati nell’ambito dell’inchiesta partita dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Anagni, su presunte irregolarità legate al Superbonus 110%

Superbonus 110%. Il nodo dell’indagine è il sistema fraudolento teso a percepire gli incentivi statali indebitamente, motivo per il quale il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma e successivamente confermato dal Tribunale del Riesame ha disposto i sequestri.
Il meccanismo: venivano emesse fatture per operazioni inesistenti, attestazioni del tutto false e compensazioni altrettanto indebite per truffare lo stato. Sono stati numerosi i cantieri in tutto il centro Italia ad essere stati al centro delle attenzioni (con verifiche) delle Fiamme Gialle.
Le verifiche dei finanzieri si sono concentrate sulle discrepanze tra i lavori regolarmente dichiarati e quelli effettivamente poi realizzati; attraverso l’analisi della contabilità, denunce di privati e testimonianze rese, sono arrivati a stabilire che tra il 2021 ed il 2024 i crediti maturati ammontavano ad oltre 30 milioni di euro, 15 dei quali erano praticamente privi dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
All’interno del sistema si inseriva anche una ditta subappaltatrice che – per ammissione del titolare di quest’ultima – aveva fatturato fittiziamente circa 5 milioni di euro.
Alla luce di quanto emerso, i magistrati del Tribunale di Roma hanno disposto il sequestro preventivo di crediti di imposta per un valore di 9.327.961 euro facenti capo alla ditta con sede legale a Roma, poiché hanno ritenuto che i soggetti coinvolti, titolari, potessero poi cedere i crediti a terzi.

