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Cronaca

Ripartenza, un rebus tra la necessità di lavorare e il preservare la sicurezza sanitaria

Le categorie più colpite quelle dei bar, dei ristoranti, dei pub e del commercio al dettaglio. Ma la necessità di ripartire dovrà fare il paio con il rispetto delle precauzioni a livello sanitario. Come coniugare la distanza sociale in luoghi nati per l’aggregazione?

Un vero grattacapo, un rebus. Mantenere la distanza sociale in luoghi nati per stare assieme, come si coniuga questa necessità con il mondo della ristorazione, dei bar, del commercio? Come ripartire, rispettando tutte le norme per la sicurezza sanitaria?

Sono giorni che coloro che sono in prima linea cercano disperatamente di inventare nuove soluzioni, adottarne di comprovate come l’asporto, il delivery, ma domani? Arriveremo prima o poi ad un punto in cui anche i locali dovranno riaprire. C’è una cosa che a noi tutti manca, ed è appunto la socialità. Incarnata perfettamente dal bar, pensateci, dove noi tutti andiamo senza bisogno di alcun passaporto, per prendere un caffè, scambiare quattro chiacchiere, lamentarci a volte, o solo per andare in bagno. Dove entriamo e chi è dietro al banco ha già pronto il caffè, amaro, nero, il solito, quello che prendi tutti i giorni.

Uno di quei posti dove qualcuno trovi, un po’ del resto, come il pub di fiducia, dove chi ti da da bere ti conosce perfettamente e non ti chiede come è andata la giornata, ma ti lascia libero di stare al bancone, anche da solo.

Pensate ai ristoranti, alle trattorie, a coloro che del cibo hanno fatto strumento di vita. Loro che dovranno ridurre i tavoli, evitare il contatto con i clienti, o scambiare un saluto da dietro la mascherina.

Tutto cambierà, almeno nel breve periodo e dovremo adattarci ad un nuovo modo di convivialità. Il 18 Maggio avremo bar e ristoranti in cui vi dovrà essere 1 metro di distanza gli uni dagli altri, in cui il personale impiegato dovrà essere munito di mascherina e guanti, in cui gli accessi saranno differenziati tra chi entra e chi esce (ove possibile), in cui vi dovrà essere il monitoraggio del personale, la santificazione dei locali (quotidiana), locali in cui si dovranno privilegiare pagamenti al tavolo e preferibilmente elettronici e dove saranno a disposizione dei clienti degli erogatori di gel disinfettante.

Le proposte avanzate anche dalla FIPE (Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi) contiene le procedure di sicurezza a cui si dovranno attenere i locali pubblici. Un memorandum di 35 pagine che farà da linea guida almeno per questo primo step.

No, non torneremo subito al via, non è un partita di Monopoli e i nostri ristoratori i proprietari dei bar, di Palestrina, Zagarolo, San Cesareo, Cave, Genazzano non avranno vita facile, non potranno andare a pieno regime, ma dovranno iniziare a marce ridotte il ritorno alla vita. Se questo sia poi un ritorno, lo si vedrà. E’ indubbio che per alcuni sarà un addio e questa cosa non farà piacere a nessuno.

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