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Cronaca

Quarantena, isolamento domiciliare e malattia non sono la stessa cosa. In quali casi viene riconosciuta la malattia?

Il caso di alcuni genitori di Palestrina costretti ad attendere il tampone dei propri figli è lampante. Hanno dovuto accedere a ferie o permessi non retribuiti. Purtroppo in questo caso non vi sono alternative. Perché?

La quarantena viene riconosciuta come malattia solo se viene stabilità formalmente da un operatore sanitario; se l’isolamento avviene a seguito di ordinanze e provvedimenti amministrativi che impediscono il regolare svolgimento dell’attività lavorativa, non è possibile procedere al riconoscimento della tutela della quarantena ai sensi del comma 1 dell’articolo 26 del decreto Cura Italia (quello che prevede l’equiparazione della quarantena con sorveglianza attiva alla malattia n.d.r.) . L’isolamento domiciliare non è considerato dall’Inps come malattia.

«In tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa – sottolinea l’Inps – non è possibile procedere con il riconoscimento della tutela della quarantena ai sensi del comma 1 dell’articolo 26 del decreto Cura Italia (quello che prevede l’equiparazione della quarantena con sorveglianza attiva alla malattia,ndr ), in quanto la stessa prevede un provvedimento dell’operatore di sanità pubblica».

Per i lavoratori fragili, qualora vi fossero accordi con il datore di lavoro che stabiliscono la possibilità di svolgere l’attività lavorativa in modalità di smartworking, non potrà essere configurata la malattia.

Nessuna malattia nemmeno se il lavoratore è in cassa integrazione o se riceve l’assegno proveniente dai fondi di solidarietà.

Se un figlio è venuto a contatto con persone positive ed è in attesa del tampone stabilito dall’Asl, il lavoratore può essere considerato in malattia?

No, se minore di 14 anni il lavoratore ha diritto però al congedo retribuito al 50%. Il caso di alcuni genitori di Palestrina costretti ad attendere il tampone dei propri figli è lampante. Hanno dovuto accedere a ferie o permessi non retribuiti. Purtroppo in questo caso non vi sono alternative. Perché? Perché in assenza di formale comunicazione da parte della Asl Rm5 nessun medico potrà certificare la malattia.

Se domani il luogo dove viviamo diviene zona rossa, potrò accedere alla malattia?

No, in questo caso interviene la cassa integrazione, in special modo se lavoriamo in una zona ancora aperta.

Se mi ammalo mentre sono in smartworking cosa succede? E se mi ammalo sul posto di lavoro?

Se ci ammaliamo mentre siamo in smartworking prevarrà il trattamento di integrazione salariale sull’indennità di malattia. Diverso invece per chi si ammala sul posto di lavoro: se il provvedimento di cassa integrazione riguarda tutto il reparto in cui opera, prevale la cassa integrazione. Nel caso in cui sia solo per alcuni lavoratori, allora rimane valida la malattia.

Per chi invece deve fare la quarantena perché disposto dal paese di destinazione?

In questo caso è semplice. Non è prevista la malattia, perché tale status può essere riconosciuto solo da procedimenti stabiliti dalle autorità sanitarie nazionali italiane.

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