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Palestrina

Primo morto Covid a Palestrina: il dilemma sulla terapia intensiva

Si è spento nella notte, a 76 anni, un uomo di Carchitti ricoverato da 16 giorni. Si cerca di capire se tutto abbia funzionato correttamente

Primo morto di Coronavirus, la notte scorsa, all’ospedale Coniugi Bernardini di Palestrina. Si tratta di un uomo di 76 anni di Carchitti, ricoverato da 16 giorni nel nosocomio prenestino, che – a quanto si apprende – aveva delle patologie pregresse. Ciò che non si capisce è per quale motivo, se le sue condizione si erano così aggravate, non sia stato trasferito per tempo in una delle terapie intensive della Capitale. 

Una vicenda controversa che ha portato il sindaco di Palestrna, Mario Moretti, a chiedere lumi alla Asl Roma G e alla Regione Lazio, visto che, nella riunione di martedì tra sindaci, Asl e Regione Lazio, si era detto che anche Palestrina avrebbe dovuto avere due posti di terapia sub intensiva già funzionanti. In realtà, a quanto pare, le cose stanno diversamente e si attende l’arrivo dei respiratori. Mentre la città si stringe attorno alla famiglia della vittima, resta da capire se, in condizioni diverse, la storia poteva avere un altro epilogo.  

“Apprendiamo – annuncia il sindaco e l’Amministrazione sui social – con profondo dolore della notizia della scomparsa di un nostro concittadino deceduto presso l’Ospedale di Palestrina, colpito dal Covid-19.A nome di tutta la Città di Palestrina, siamo vicini ai familiari a cui vanno le più sentite condoglianze”.

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