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Cronaca

Covid Hospital di Palestrina, il consiglio dà mandato al sindaco per richiedere l’accesso agli atti

Il Consiglio comunale di Palestrina ha votato all’unanimità l’unico punto all’ordine del giorno, dando formalmente mandato al sindaco per richiedere l’accesso agli atti; accesso che permetterebbe la ricostruzione di cosa sia accaduto nelle poche ore che hanno deciso la trasformazione del Coniugi Bernardini in Covid Hospital.

L’unico punto all’ordine del giorno sembra essere al centro della piccola polemica, poiché troppo generico.

Dall’opposizione infatti rilevano la difficoltà nel digerire “una mossa, quella della dicitura “Ospedale di Palestrina convertito in Covid Hospital”, ritenuta uno specchietto per le allodole e lontano dal merito della discussione.

E’ il consigliere Manuel Magliocchetti a sottolineare che la minoranza potrebbe essere d’accordo, riguardo l’accesso agli atti, ma che “fare un consiglio straordinario solo su questo punto, quando sarebbe stato opportuno e più facile farlo motu proprio da parte del sindaco, non avrebbe trovato alcun ostacolo da parte del Pd”.

Ben presto il Consiglio entra nel vivo del dibattito politico. “Anche se – come ha sottolineato il consigliere Emiliano Fatello di Palestrina Democratica – nessuno, durante l’emergenza, ha utilizzato simboli per cavalcare questa vicenda, oggi ci ritroviamo a dover porre anche un problema politico. Dobbiamo sapere cosa sia successo, cosa accade oggi e cosa accadrà dell’ospedale, perché solo sapendo cosa è accaduto sapremo il futuro del nosocomio. Nella lettera, inviata il 25 marzo dalla Asl all’Amministrazione comunale, al punto 2 si evince che ciò che è mancata a questa decisione è proprio la collegialità. Nessuno ha discusso con noi, nessuno si è messo al tavolo con noi. E’ accaduto questo per tutti gli ospedali trasformati in Spoke Covid d’Italia?”.

“Perché il 23 Marzo – aggiunge Fatello – il sindaco di Monterotondo scriveva pubblicamente che l’Ospedale di Monterotondo, il “SS. Gonfalone”, sarebbe stato trasformato in Covid Hospital, invece il 25, due giorni dopo, arriva la lettera a questa amministrazione che comunica la trasformazione del Coniugi Bernardini. Cosa è accaduto in due giorni?”

Sul piano politico è la Lega che, attraverso le parole del consigliere Beatrice Stazi, rimarca come nella lettera inviata all’amministrazione, la decisione non sia poi dettata da motivazioni tecniche, che risultano deboli, ma piuttosto da una precisa scelta politica da parte del Pd.

“Forse i sindaci firmatari del famoso comunicato nel quale prendevano le distanze da questa amministrazione sono tutti a marchio Pd? Lo stesso Colleferro non ha forse un sindaco uscito da quella fabbrica di idee a marchio Pd? Non ha per caso le elezioni fra pochi mesi?”.

I timori di richieste, da parte dell’ospedale di Colleferro, fanno il paio con la difficoltà nel digerire le azioni del direttore generale della ASL Rm5.

Sempre la Stazi ha rimarcato come in questi giorni, siano 8 gli infermieri trasferiti a Colleferro. 8 Infermieri che erano tra i 32 in malattia. “Erano davvero impossibilitati ad operare in un Covid Hospital quindi oppure il trasferimento è stato dettato da altre motivazioni?” chiede il consigliere in chiusura d’intervento.

Si vota, è la scelta è unanime. Qualcuno alza gli occhi e mormora tra le sedie del “Cinema Principe” se il voto unanime non sia stato dettato da un cambio repentino di posizione da parte della minoranza, ma poco importa, il voto è chiaro ed è il solo a parlare.

Prima di sciogliere il consesso è il Sindaco a prendere la parola.

“Vogliamo fare chiarezza sulle motivazioni tecniche che hanno portato la Regione a scegliere l’ospedale di Palestrina, alla luce della ricostruzione dei fatti che abbiamo fatto in questo Consiglio. Personalmente avevo allora, più di un mese fa, chiesto delucidazioni al prefetto, alla Asl, alla Regione, alla Protezione Civile. Non ho mai ricevuto risposta. Si, ho avuto paura, si forse la mia reazione a quella decisione, la reazione repentina è stata scomposta li per li, ma capite il mio ruolo, piaccia o no sono il sindaco di questa città e sono responsabile di questa città”.

Il tono è molto pacato, l’agitazione delle prime ore che tutti abbiamo registrato lascia spazio al ragionamento, forte anche di una maggioranza salda e compatta.

“Ma non parliamo solo di politica, anche se è normale farlo qui durante il consiglio comunale – prosegue Moretti – perché risposte ne dovremo avere anche dai tecnici della Asl e della Regione. Pensate che un sindaco non sa nemmeno il numero preciso degli infetti sul suo territorio o quanti siano di preciso gli ammalati ospitati nel nostro ospedale”.

Non risparmia la frecciatina al Direttore della Asl Rm 5, Giulio Santonocito: ” Per me può essere anche un buon tecnico, un buon manager, non lo metto in dubbio, ma in questa situazione di emergenza secondo me non ha agito nel migliore dei modi, non ha avuto i nervi saldi nel prendere alcune decisioni che avrebbero dovuto essere molto più equilibrate e soprattutto condivise”.

” Si abbiamo avuto rassicurazioni – chiude il sindaco – ma voglio capire cosa non abbia funzionato in questa vicenda. Solo se sapremo il passato sapremo affrontare il futuro. Ho parlato con i vertici regionali e mi hanno sottoscritto che il nostro Ospedale tornerà ad essere un Ospedale civile, anche se mi piacerebbe sapere quando. Insomma se a Maggio avremo cinque o sei malati, sarebbe il caso che li trasferissero in un Hub Covid e che si procedesse alla riconversione del nostro”

Le domande sono tante, i numeri ufficiali degli accessi, quelle sui reali malati ospitati; ciò che ci si chiede non è tanto se riaprirà, piuttosto quando riaprirà l’ospedale, e come riaprirà. Domande che per ora non hanno risposta, anche perché molte sono le variabili delle quali si dovrà tenere conto, come l’andamento delle infezioni, augurandoci tutti che non ci sarà più bisogno né dell’Ospedale di Palestrina, né di qualsiasi altro Ospedale sul territorio nazionale.

Intanto, annuncia l’Amministrazione comunale, nella giornata di domani sarà pubblicata la registrazione del Consiglio comunale di oggi, per dare modo a tutti di ascoltare il dibattito e farsi un’idea propria.

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