di Matteo Palamidesse e Massimo Sbardella
In attesa di conoscere – sabato 11 marzo – le motivazioni della Lega, ripercorriamo i momenti salienti dell’intervista a Mario Moretti, intervenuto nella trasmissione “Zero in Onda” di sabato scorso. Con le nostre domande abbiamo cercato di capire cosa fosse accaduto in questi anni e cosa avesse determinato la sfiducia dei 9 consiglieri.
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L’ex sindaco Mario Moretti di risposte ne ha date, senza filtri, ma alcuni quesiti restano aperti, domande in parte evase in modo frettoloso. Certo, i tempi radiofonici sono quelli che sono, e per questo cercheremo di riassumerli in poche righe, sperando che trovino presto piena risposta.

Moretti ha confermato che, dopo un solo anno di amministrazione, le frizioni (e le frazioni) con la Lega sono arrivate dopo la richiesta del gruppo consiliare di ritirare le deleghe all’assessora Valentina Valente.
Di li in poi, il lavoro del gruppo Lega si sarebbe svolto in qualche “sotterraneo” per presentarsi, poi, nei consigli comunali solo per far incidere il proprio peso di ben sei consiglieri, come se vi fosse una “maggioranza nella maggioranza”.
Che la Lega (in termini di consensi) sia stata determinante nella vittoria di Moretti è assodato, pensava forse che il giorno di venire a patti con i sei consiglieri non sarebbe mai arrivato?
Moretti, nel suo intervento ha ripetuto più volte di essere un “personaggio scomodo”, perché onesto e con un richiamo imprescindibile alla legalità. Ha aggiunto, inoltre, che veniva accusato di “voler andare da solo” e che ciò probabilmente era dovuto al fatto che “ormai non si fidava più di nessuno“.
Nessuno glielo contesta. Ma così dicendo, rimarcando il fatto di esserne fiero, cosa intende insinuare?
Già nel video pubblicato sul proprio profilo, subito dopo la sfiducia, Moretti ha parlato di chi volesse “fare del comune una cosa propria“, di “strani affidamenti” e di “assumificio a livello personale e familiare“. Nell’intervista in radio gli abbiamo posto una domanda precisa: cosa intendesse con quelle affermazioni. La risposta però è rimasta evasiva, lasciando il campo aperto a deduzioni e, non di meno, ad illazioni, che non fanno bene agli elettori.
Ad esempio, ha detto che basta andare sui vari siti – immaginiamo si riferisse all’albo pretorio – per scovare il motivo per il quale “i lavori al parcheggio di via del Tempio” (chiuso da anni) non sono partiti fino ad oggi. Ha anche suggerito di riprendere le registrazioni dei consigli comunali per capire il perché alcuni affidamenti risultino “strani” seppure “formalmente regolari“.
Contestazioni emerse da un’interrogazione presentata dalla minoranza che le ha tirate fuori, portandole a conoscenza del sindaco, altrimenti di questi affidamenti non avrebbe saputo nulla. Ha anche scherzato, con una battuta, dicendo che non può stare dietro all’acquisto della carta igienica e del sapone dei bagni del Comune.
Moretti, è chiaro: il riferimento non era di certo alle dotazioni dei servizi igienici di Palazzo Verzetti bensì ad altri campi, come quello dei lavori pubblici, al quale ha fatto più volte riferimento.
Sono apprezzabili, ovviamente, sia l’onestà che la volontà di procedere secondo iter trasparenti ma le parole hanno un peso, soprattutto se proferite da un ex sindaco su atti della propria amministrazione, e in una situazione così complessa dovrebbero essere chiare e inequivocabili.
Quando si parla di “affidamenti strani”, lasciando intendere che qualcosa di “anomalo” ci sia stato, precisando però che “formalmente ho verificato ed è tutto a posto”, si resta nel campo della insinuazione bella e buona, che per natura è un’idea formulata in maniera non esplicita che funge come affermazione.
Eppure la domanda “cosa intende per strani” al sindaco è stata fatta.
E la risposta non può essere così vaga ed evasiva. Delle due l’una: o un affidamento è “formalmente regolare“, a tutti gli effetti, oppure non lo è. La parola “strano” non può essere contemplata in una macchina amministrativa che è regolata da leggi e competenze. Anche le “assunzioni in Comune“: o sono regolari oppure non lo sono.
Seguendo il suo ragionamento potremmo essere portati a pensare che, all’interno di Palazzo Verzetti, vi fossero forze occulte che lavoravano per proprio tornaconto a sua insaputa.
Ce ne scusi Moretti, ma – fino a prova palese e contraria – è un pensiero difficile da sostenere.
Anche perché parlare di “cose strane“, in questo contesto, cozza idealmente in maniera terribile con altre parole (virtù), quali legalità e trasparenza, che Moretti ha ripetuto come un mantra sin dalla campagna elettorale e ingenera pensieri inquietanti in chi la ascolta.
Per completezza di informazione, sabato prossimo – dalle ore 11 su Radio Onda Libera – a “Zero in Onda” avremo ospiti Umberto Capoleoni e Beatrice Stazi, della Lega, che verranno per illustrare le motivazioni che hanno spinto il principale gruppo di maggioranza a porre fine alla sindacatura di Mario Moretti.
“Siamo stati eletti per fare qualcosa di diverso e dare una svolta alla nostra città – spiegano dalla Lega – Non potevamo continuare a bivaccare in Comune in una situazione di stallo che non portava niente di positivo per Palestrina. Ora c’è un anno di tempo per costruire un progetto serio per il governo comunale“.
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