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Sarabanda… nominato il nuovo Maestro, ancora senza bandisti

Annunciata la nomina del nuovo maestro ma la frattura nella banda di Palestrina appare ins

Annunciata la nomina del nuovo maestro ma la frattura nella banda di Palestrina appare insanabile. Come ai tempi del Palio, nello scontro interno ci perde solo la città

di Massimo Sbardella

Con una nota ufficiale diffusa sulle pagine social dell’Associazione Bandistica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, la presidente Federica Rosicarelli informa che “il Consiglio direttivo è felice di annunciare la nomina del nuovo maestro e direttore artistico Giuseppe Galli”. “Organista e cornista, – si legge nella nota – direttore di banda, per 10 anni ha diretto più di mille opere liriche nei luoghi più prestigiosi del Lazio e d’Italia. Organista ufficiale dei Patrons Des Arts e in Opus Dei nella Basilica Vaticana. Legato a Palestrina e ai palestrinesi dove per anni ha ricoperto importanti cariche nel nostro duomo”.

Il maestro Giuseppe Galli

Sicuramente un nome di spessore, come maestro della banda, al quale rivolgiamo un sincero augurio di buon lavoro. Al di là di questo, però, ci si domanda se davvero basti una nomina a superare l’assurda situazione che si è venuta a creare intorno alla banda. Lo scontro che si è prodotto in occasione del rinnovo delle cariche sociali, e che ha portato alle dimissioni in blocco di tutti i bandisti insieme a maestro e vice maestro, non può essere ignorato e, soprattutto, appare assolutamente fuori luogo che una banda con una storia di 201 anni possa essere ridotta a campo di battaglia esclusivamente sulla mera gestione “burocratico/amministrativa” della stessa, ignorando e dimenticando i tanti ragazzi e ragazze che nella banda sono nati e cresciuti musicalmente.

La memoria di Federico Rosicarelli, e il grande lavoro che ha svolto nel trasformare una banda di paese in una vera e propria scuola di musica, non può essere certo salvaguardata esclusivamente sostituendolo nel ruolo di presidente con la figlia Federica. Perché non è di un casato nobiliare che si parla ma del patrimonio culturale di una città che, in occasione dei 500 anni della nascita di Giovanni Pierluigi, si ritrova con la banda a lui intitolata che non ha più neanche un musicista ed è stata costretta, domenica scorsa per la gara podistica “Palestrina Archeologica”, ad arruolare una quindicina di “musicisti a gettone” tra Roma, San Vito Romano e comuni limitrofi.

E probabilmente è ad una sorta di “campagna acquisti” che si riferiva il direttivo quando, nell’articolo di qualche giorno, concludeva dicendo: “Lo diciamo con chiarezza: a settembre si ricomincerà con nuove attività e nuovi impegni da porre in calendario”. Considerando che musicisti formati non si trovano dietro l’angolo, pensare di ripartire senza riconsiderare ciò che ha portato a spazzar via in un colpo solo tutti i bandisti sembra un’impresa tutt’altro che semplice. E poiché, al di là delle chiacchiere, una banda la fanno i bandisti e non certo i colletti bianchi è auspicabile, per Palestrina e per un’associazione che ha 201 anni di storia, che le ambizioni personali e le divergenze vengano superate per sanare una frattura che non ha ragione di essere.

Altrimenti, e la storia recente del Palio dovrebbe insegnare qualcosa, quando si fanno queste guerre a rimetterci non sono l’una o l’altra fazione ma la città tutta.

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