Home » Perché il M5s di Palestrina ha sbagliato a non buttarsi nella mischia
Speciale Elezioni

Perché il M5s di Palestrina ha sbagliato a non buttarsi nella mischia

“La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione“.

Il ritornello di “La libertà” del mitico Gaber così diceva. Leggendo il comunicato con il quale il Movimento 5 Stelle di Palestrina annuncia la non partecipazione alla competizione elettorale, mi è risuonato nelle orecchie.

Si possono avere opinioni differenti, si possono avere punti di vista diversi su ciò che accade, si possono cercare e trovare soluzioni diverse allo stesso problema; è il gioco della democrazia, è in fin dei conti l’appartenenza ad uno schieramento, del quale si possono condividere disegni, progetti, con il quale si può e si deve immaginare il futuro della comunità.

La non partecipazione è una scelta legittima, sacrosanta e può essere discussa solo se decontestualizzata. Eppure, e lo dico in totale libertà, la non partecipazione, almeno quella dettata dall’incapacità di “rovesciare il tavolo” così come affermato, credo sia un errore di lettura.

L’analisi dell’ex consigliere Saladino è spietata ma lucida. Si, è vero, “esistono coalizioni di famiglie, personaggi politici con la loro corte, un consiglio comunale mummificato dal rispetto di accordi pre-elettorali e, soprattutto, una grande immutabile palude in cui Palestrina affonda anno dopo anno” così come è vero che tanti cittadini si muovono tra la rabbiosa rassegnazione e la connivenza con alcuni poteri, ma questo vi era anche cinque anni fa, quando per la prima volta il M5s si presentava alle elezioni con il vento in poppa, con un Movimento però di certo meno strutturato di quello odierno.

Il comunicato può apparire come un’arresa allo status quo o un’accusa di pressappochismo agli attivisti, rei forse di aver lasciato solo o quasi chi ci aveva messo la faccia, un grido di allarme ai cittadini che ad oggi non hanno ripagato in maniera adeguata (in termini di consenso) gli sforzi del Movimento.

“Qui occorre fare una scelta: essere nel Movimento non vuol dire solamente essere dei cittadini votanti, ma anche essere parti attive di un movimento più grande, fare politica ogni giorno, anche con piccoli gesti, come scegliere l’acqua pubblica invece che l’acqua minerale privata, i mezzi pubblici contro l’automobile, ma anche non tacere davanti ai ritardi dei treni. Piccoli gesti che, giorno dopo giorno fanno la differenza fra noi e gli altri. E allora? A Palestrina, dopo cinque anni di politica di opposizione noi non ci sentiamo soddisfatti del fronte che siamo riusciti a costruire, della poca partecipazione dei cittadini che abbiamo stimolato, perché è da lì che nascono le nostre competenze per cambiare e governare. Oggi non siamo in grado di creare un fronte tanto ampio e competente da poter presidiare gli assessorati e le tematiche amministrative con l’efficacia che Palestrina richiede.”

Sono ben cosciente di ciò che le parole del comunicato tentano di veicolare, tanto cosciente che non posso che sottolineare la passione di chi ci ha messo la faccia ed anche il cervello; ma mollare a causa di una mancata risposta agli stimoli, alle battaglie ed agli sforzi profusi dal Movimento, credo sia un errore.

Credo sia un errore strategico. Sono convinto del fatto che uno o due consiglieri possono fare la differenza, anche se sembra che non vi sia partita; che partecipare alla competizione elettorale sarebbe stato, da parte del Movimento, un plus.

Il minus che oggi registriamo, pur se dettato dalla buona fede e forse anche dal buon senso (diciamocelo, lo spazio di gioco, visti gli schieramenti, si è ristretto di molto e forse la novità del M5s si è logorata nell’arco del tempo) diventa un vuoto, per gli elettori del M5s e in seno al sistema democratico di rappresentanza.

E’ vero, si può e si deve fare politica anche al di fuori delle Istituzioni, da semplici cittadini, operando per scelte ben precise, come afferma l’ex Consigliere Saladino, se così non fosse il sistema politico sarebbe un arido sistema di potere (forse lo è?); ma la “libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione” cantava Gaber.

Per il Comunicato integrale: https://www.facebook.com/movimento5stellepalestrina/posts/2319886884717594?tn=K-R

Related posts

Tivoli, sparisce da Colle Cesarano: 35enne con problemi psichici ritrovato senza vita

Redazione Numerozero

Il Girotondo delle Parole, 110 nuove malattie rare saranno esenti da ticket

Redazione Numerozero

Colleferro, fino al 3 Luglio la mostra “Incontri”

Matteo Palamidesse

Rispondi

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Accetta Più info