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Cronaca

Pd di Palestrina: Cilia si dimette, circolo commissariato

Ieri, dopo 8 mesi, si è riunito il direttivo del Pd prenestino, alla presenza del Segretario Provinciale e del Commissario appena nominato, dopo le dimissioni di Benedetto Cilia.

Una riunione che i membri del direttivo attendevano da tempo, almeno per mettere un punto alla lunga vicenda che ha portato alla debacle elettorale.

Un direttivo richiesto dal Segretario Provinciale Rocco Maugliani che ha presenziato alla discussione insieme a Marco Palumbo, consigliere capitolino, oggi commissario del circolo “Monti Prenestini” fino al prossimo congresso.
Congresso straordinario, come illustrato dallo stesso segretario provinciale, che si terrà il prossimo Ottobre e che porterà il Pd prenestino ad un nuovo direttivo e ad una nuova compagine.

Un direttivo che nelle intenzioni avrebbe dovuto portare sin dal primo istante a “tirare una linea e lasciarsi il passato alle spalle” ma che ha portato ben presto ad un confronto duro e serrato sulle vicende che hanno segnato la vita dei democratici nell’ultimo anno.

Due membri del direttivo hanno sollevato dubbi sul metodo utilizzato dalla segreteria, locale e provinciale, sia sulla scelta del candidato sindaco per le scorse elezioni (ricordate la vicenda della lettera firmata da 13 membri su 24 che portò alla spaccatura del direttivo?), sia sulla gestione del post elezioni, quando il direttivo ha navigato per mesi senza una guida, lasciando dirigenti, elettori e militanti allo sbaraglio.

Un periodo, quello post elezioni, in cui l’unica notizia proveniente dalle stanze dei bottoni è stata la cacciata dal partito di quei membri ed amministratori della ex giunta De Angelis, candidatisi in formazioni contrapposte a quella del Partito Democratico (Fatello, Mattogno).
Un dibattito acceso, forse non calcolato, ma doveroso. Un dibattito che ha avuto anche momenti aspri, come quello che ha visto un membro di direttivo accusare l’ormai ex segretario Benedetto Cilia di aver forzato la mano, di non aver ascoltato tutte le voci del direttivo, o quello nel quale si è chiesta la testa della direzione provinciale, rea per alcuni membri del direttivo di aver sbagliato l’intera strategia per la provincia, visti i risultati elettorali dei comuni andati al voto.

No, chi lo dipinge come un semplice direttivo staffetta sbaglia o mente appositamente. La riunione di ieri sera è stata l’ennesimo spartiacque giocatasi sulla visione che si ha del partito a livello locale, dove momenti bassi non sono mancati, come quando l’ex consigliere Guglielmo Lulli ha etichettato il candidato sindaco Manuel Magliocchetti come “morto incassato e al cimitero” provocando la reazione sdegnata di tutti.

C’è chi vuol “tirare una linea e ricominciare” e chi, forse stanco del bailamme, prende tempo per riflettere.

Il Pd di Palestrina non esce di certo rafforzato da questo appuntamento, forse con le idee più chiare si, ma di certo non più coeso di prima. Se la riunione di ieri si fosse tenuta 10 mesi fa, non si sarebbe arrivati a tutto questo, non in questi termini, non con questa acredine.

Le responsabilità sono molteplici e diffuse, dalla dirigenza alla segretaria, causa il cieco protagonismo ed il rancore personale che ha segnato la rotta dei democratici fino ad oggi.

Al netto di queste il partito dovrà andare avanti. Come qualcuno ha detto un partito non si ferma di fronte una sconfitta. Come andrà avanti però e con chi lo si vedrà.

Ottobre è vicino e un nuovo congresso è alle porte. Si ricomincia, tessere, segretario, direttivo.

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