Home » Parità retributiva, Mattia: “Ecco la legge che pareggia i diritti tra uomo e donna”
Politica

Parità retributiva, Mattia: “Ecco la legge che pareggia i diritti tra uomo e donna”

Presentata alla Pisana la legge che cerca di colmare il Gender Gap Pay, il divario retributivo tra uomo e donna che, in Italia, arriva al 43,7%. Sanzioni per i comuni che non rispettano il 40% di presenza di genere in Giunta: sono oltre un terzo del totale

Anche nel Lazio le donne che lavorano guadagnano meno degli uomini. Tecnicamente si chiama Gender Pay Gap ed è il divario retributivo di genere: “un fenomeno molto diffuso – dichiara la presidente della IX Commissione consiliare del Lazio, Eleonora Mattia (PD) – che vogliamo combattere con questa proposta di legge che, in 6 capi e 22 articoli, promuove la parità retributiva tra i sessi, il sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria femminile di qualità e la valorizzazione delle competenze delle donne. Proprio la parità tra i sessi è l’unica strada per ridisegnare un nuovo modello di società basato su equilibrati rapporti tra donne e uomini e favorire un reale sviluppo socio-economico del territorio. E’ per questo che, con la legge presentata, andiamo a fissare sistemi di premialità per le aziende virtuose ed esclusione dai benefici per quelle che non rispettano la parità salariale. Particolare attenzione è stata dedicata anche a quei comuni, e sono molti, che non rispettano le quote di genere nella composizione delle Giunte: anche in questo caso previsti incentivi o esclusione dai benefici sulla base della rappresentanza femminile negli esecutivi. Tra le misure contenute nella legge anche l’istituzione della Giornata regionale contro le discriminazioni di genere sul lavoro, i voucher per il pagamento del baby sitting, un fondo per il sostegno a donne vittime di violenza, donne con disabilità e donne sole con figli a carico; modifica degli statuti di enti e società regionali per garantire che nei Cda sia presente almeno un terzo dei componenti per genere e nelle cariche societarie di nomina regionale la metà sia di genere femminile”.

I DATI

RETRIBUZIONE: Anche se la Costituzione (Art.3) sancisce l’uguaglianza di ogni cittadina e ogni cittadino la realtà è ben diversa e spesso due persone, pur avendo stesso inquadramento e funzione lavorativa, hanno retribuzioni diverse per il semplice fatto di essere uomo o donna. Una discriminazione che l’Unione Europea condanna ma è ancora ampiamente diffusa anche in Europa dove le donne guadagnano in media il 16.3% in meno all’ora, rispetto agli uomini, divario che cresce fino al 39% se si tiene conto di salario annuo, effettivo numero di ore lavorate, permessi richiesti ed eventuali part-time. In Italia l’elevata percentuale di donne nel settore pubblico (56,2%) attenua molto il gap medio (che col 5.5% è tra i più bassi in Europa) ma il dato complessivo, con il 43.7%, supera nettamente la media Ue. Un divario che ha origini apparentemente innocue, come il fatto di offrire alle donne impieghi part time, con la conseguenza di escluderle poi da funzioni e ruoli di primo livello, in cui si chiede il tempo pieno.

CARICHE PUBBLICHE: Uno studio sulla composizione delle Giunte comunali, effettuato dalla IX Commissione regionale sul rispetto delle quote di genere da parte dei comuni superiori ai 3000 abitanti, ha evidenziato che – nel Lazio – ben 68 comuni, su 169 totali, hanno una presenza di genere inferiore al 40% previsto dalla legge. Tra questi 15 sono i comuni che, con 3 donne in Giunta su un totale di 8 membri (compreso il sindaco), arrivano al 38% dei componenti mentre gli altri 53 sono ben al di sotto del 40% come quote di genere nella composizione della Giunta. Tra le curiosità emerse, risulta che i sindaci donna nel Lazio, compresi i piccoli comuni, sono appena 46 su 380, che scendono a 6 se consideriamo i comuni sopra i 15 mila abitanti. 

LA PROPOSTA DI LEGGE N.182 DEL 11 SETTEMBRE 

La proposta di legge presentata da Eleonora Mattia stabilisce, in via di principio, l’impegno della Regione a

favorire la parità retributiva nelle aziende del Lazio anche attraverso benefici economici (contributi fino al 100% dell’Irap relativa ai periodi di imposta e punteggi aggiuntivi nella valutazione dei progetti presentati su bandi e avvisi regionali);

istituire un registro delle aziende virtuose, in fatto di parità salariale;

istituire la Giornata regionale contro le discriminazioni di genere sul lavoro.

Tra le misure, specifiche, previste nell’articolato della legge come “Strumenti per il sostegno alla sfera lavorativa delle donne” troviamo:

revoca dei benefici alle aziende condannate per dimissioni o licenziamento, in violazione della normativa in materia di tutela della maternità e della paternità (favorendo protocolli di intesa con gli Uffici giudiziari del Lazio, i servizi ispettivi regionali e le organizzazioni sindacali);

concessione di benefici economici e sgravi IRAP alle aziende che assumono donne con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato o che assumono donne vittime di violenza e donne disabili;

introduzione di corsi di formazione specifica per le donne che abbiano perso il lavoro, favorendone il reinserimento lavorativo;

promozione dell’istituzione di un apposito “Sportello Donna” presso i Centri per l’Impiego del Lazio e la stipula di protocolli d’intesa con i Comuni per conoscere le esigenze lavorative dei territori di riferimento;

istituzione di un apposito Fondo regionale per il sostegno a donne vittime di violenza, donne con disabilità e donne sole con figli a carico;

favorisce la parità di genere anche nell’ambito dell’organizzazione, del reclutamento e della gestione del personale regionale.

Particolare attenzione, nella proposta di legge, viene dedicata agli strumenti per la valorizzazione delle competenze delle donne e per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, attraverso disposizioni per:

– istituire un fondo e promuovere la stipulazione di protocolli di intesa con l’Associazione Bancaria Italiana per l’accesso al credito bancario a tassi agevolati per le imprese femminili;

– modificare gli statuti degli enti e delle società regionali affinchéprevedano l’equilibrio tra i generi negli organi di amministrazione e di controllo e nelle cariche societarie di nomina regionale;

– riconoscere buoni e voucher per il pagamento del servizio di baby sitting e la figura del caregiver;

– incentivare le buone pratiche territoriali e la diffusione delle pari opportunità nella conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro.

revocare ed escludere dai benefici economici quei comuni, sopra i 3.000 abitanti, che non rispettano la normativa nazionale sulla presenza del genere e attivare

E’ possibile consultare nel dettaglio tutte le misure presenti sulla legge presentata

Related posts

Palestrina, scala mobile chiusa da un mese. Accesso al centro storico impegnativo

Redazione Numerozero

Tor Cervara, non gli piace la pasta e picchia i genitori: arrestato

Redazione Numerozero

Valmontone, l’aula consiliare si trasferisce a Palazzo Doria Pamphilj

Matteo Palamidesse

Rispondi

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Accetta Più info