Da Massimo Lulli (Psi) riceviamo e pubblichiamo una riflessione sulla situazione politica prenestina: “No ad operazioni pseudo-civiche, sì ad una ricomposizione del centro sinistra”.

Massimo Lulli

Rispondo con piacere alla sollecitazione dell’amico e compagno di partito Roberto Papa a parlare di quanto è accaduto in preparazione delle prossime comunali del 9 Giugno. Poiché parlo a nome di un piccolo partito del centrosinistra, che ha sempre dato la precedenza al valore politico della competizione, non faccio fatica ad esprimermi in libertà ribadendo questa scelta di principio.

Di cosa ha bisogno Palestrina?

No alla caccia di un eletto in consiglio a qualsiasi costo attraverso operazioni pseudociviche e trasversali , sì ad un tentativo di ricomposizione del centrosinistra su di un accordo chiaro e concreto.

Convinto della validità del progetto ho partecipato, già da ottobre scorso, agli incontri promossi dal PD nella speranza di individuare le  realtà politiche e civiche sinceramente interessate a questa tessitura. All’operazione hanno risposto all’inizio un po’ tutti: il  vecchio centrosinistra  e quello di ritorno dalla pessima esperienza vissuta nella giunta Moretti.

I lavori a cui ho partecipato da ottobre ad oggi

Si è andati avanti per più di due mesi e non sono mancate nel percorso la furbizia e l’ipocrisia di alcuni che, non avendo compiuto una scelta di campo, erano seduti a più tavoli.

Devo dire, per la verità, che una parte delle ragioni dell’attuale incertezza è derivata dalla mancanza, per la prima volta dopo venti anni,  di un ruolo dominante del PD che, per essere percepito nella città  titolare indiscusso del ruolo di governo, non aveva difficoltà ad imporre come candidato un proprio rappresentante. Lena 2004 e 2009, De Angelis 2014 e Magliocchetti 2019.

Il Pd riparte dalla divisione interna del 2019

La  divisione interna al Pd del 2019, la conseguente sconfitta alle comunali dello stesso anno, seguita da quelle alle politiche ed alle regionali,  ha fatto venir meno questa impostazione ed il tavolo, non per colpa di qualcuno, è rimasto senza guida.

Macchi, Polucci e Fatello tre candidature di area

Nell’area che si dovrebbe contrapporre alla destra si sono  manifestate ben quattro  candidature a sindaco : Igino Macchi per il Pd, Cristiana Polucci per i Verdi e la sua lista civica , Emiliano Fatello  per la sua lista civica e Ludovico Rosicarelli per Azione e forse altra lista civica.

L’ obiettiva flessione del PD, sicuramente avvertita tra i cittadini, ha alimentato più o meno legittime aspirazioni di guida dello schieramento e non è stato possibile finora individuare una modalità per risolvere la questione.

Si va verso le primarie di coalizione

Si sta quindi profilando la possibilità che si svolgano delle primarie di questo complicato centrosinistra, ma si è già certi che non tutti e quattro aderiscano a detta modalità di selezione del candidato sindaco.

Al momento, mentre è sicura la partecipazione di Macchi e Fatello, sembra tenersene ben fuori Polucci, mentre Rosicarelli  non ha ancora sciolto il suo sodalizio politico/civico con la Lega di Umberto Capoleoni.

In questa settimana  si avrà il via libera alle primarie ed almeno verrà avviato un percorso per arrivare ad una conclusione con la speranza  che una cattiva/opaca gestione delle primarie riproponga una rinnovata ostilità tra i partecipanti e faccia naufragare la coalizione.

Cosa farà il Partito Socialista

Veniamo a noi : abbiamo fatto la scelta più semplice, forse banale. Siamo parte del centrosinistra nazionale e regionale, alleati del Pd e ci siamo mossi con questo spirito di collaborazione per ragioni di politica e non di potere.

Sono sinceramente deluso  per l’impossibilità di trovare, insieme al Pd, un accordo  già in questa fase con il gruppo Polucci poiché credo che ci sia una condivisione di valori con loro ma registro  che anche questa area si affanna a trattare con dei capobastone piuttosto che concludere concreti, fattibili accordi di programma.

I nuovi sistemi elettorali hanno smontato la democrazia rappresentativa

Siamo orfani di quella cultura di mediazione per fare accordi di governo propria del proporzionale  della prima Repubblica. I nuovi sistemi elettorali hanno smontato la democrazia  rappresentativa, fatta attraverso i partiti ed hanno creato  il mostro del leader populista di paese capace, falsamente, di prescindere dalla politica.

Riguardo alle primarie debbo dire che non sono il frutto di un ragionamento collettivo e che sono state lanciate senza prima averci consultati. Ciononostante staremo a vedere chi vi parteciperà e decideremo insieme come compagni socialisti la cosa da fare.

Massimo Lulli
Partito Socialista Italiano (Sezioni di Palestrina)

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