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La Gioia di Palestrina: tricolore U14 di basket

Intervista a Gioia Marini, la cestista prenestina che – insieme a Nicole Busca – si è laureata campione d’Italia U14 con la società Basket Roma

di Massimiliano ROSICARELLI

PALESTRINA. Basket City è Palestrina. Nell magico momento cittadino, la ciliegina sulla torta arriva col titolo tricolore delle ragazze del Basket Roma di coach Luciano Bongiorno che si laureano campionesse d’Italia #U14 contro Costa Masnaga, avendo in roster due nostre concittadine: Gioia Marini e la classe 2006, figlia d’arte Nicole Busca.

Gioia Marini

Una soddisfazione enorme se si considera come Gioia Marini abbia iniziato tra le fila della Pallacanestro Palestrina un percorso intenso in cu non sono mancati gli ostacoli, ma la forza, la determinazione, la tenacia e, soprattutto, la prenestinità sotto tutti i punti di vista hanno fatto la differenza, per ottenere qualcosa di eccezionale tra l’euforia di un’intera città, Palestrina, e della famiglia. Con Gioia ripercorriamo le tappe di un successo da condividere con chi è sempre al suo fianco, papà Gianluca e mamma Ombretta.

Gioia Marini e l’amore per la pallacanestro. Come ti sei avvicinata a questa disciplina e cosa ti sta insegnando giorno dopo giorno.

Ho iniziato a giocare a basket a circa 5 anni, non so perché, forse proprio perché nella nostra città il calore per questo sport è tanto, ed ho voluto provare. Il primo giorno ero l’unica bambina in mezzo ad un gruppo di maschi, ma mi sono resa conto da subito che avrei amato il basket, perché ti insegna i valori dell’amicizia e del gruppo prima di tutto, ma ti fa anche diventare una persona migliore, perché una sconfitta sul campo ora potrebbe essere una sconfitta di vita un domani. Ho giocato fino a due anni fa con i maschi, meravigliandomi quando in partita trovavo una ragazza nella squadra avversaria. Poi sono passata al basket femminile, un mondo nuovo… 

Dalla Pallacanestro Palestrina al prestito al Basket Roma. Come cambia l’abitudine di doversi allenare fuori dai confini cittadini, ricordando sempre le origini sportive di una città entusiasta per questo tuo traguardo?

Arrivata al Basket Roma è stato tutto diverso, il viaggio prima dell’allenamento e il dover rientrare a casa tardi e a volte dover anche studiare, ma il basket è anche questo, un po’ di sacrificio. 

Nonostante la tua giovanissima età e gli ampi margini di miglioramento sei diventata già un punto stabile, un esempio per chi vuole ripercorrere le tue tappe, cosa senti di dire a chi si sta avvicinando alla pallacanestro in rosa.

Per coloro che si avvicinano alla pallacanestro rosa vorrei dire di essere felici, perché ci si trova in una grande famiglia, il movimento si sta ampliando, le atlete sono molte e forse un giorno riusciremo ad eguagliare se non superare i nostri colleghi maschi! 

A chi senti di dedicare questo titolo di campionessa d’Italia e cosa ti aspetti ora, dopo un pò di pausa doverosa e meritata. Papà Gianluca e mamma Ombretta: le tue colonne portanti che sono sempre con te, tanto nelle decisioni, quanto nella presenza capitolina e nelle trasferte a dimostrazione di come sia importante anche nello sport il valore della famiglia, cos’altro aggiungere?

Lo scudetto va inizialmente alla mia famiglia: a mamma, papà e mia sorella, che mi hanno sempre accompagnata in ogni momento e ad ogni partita, perché diciamocelo gli spalti dei palazzetti non sono comodissimi, e mi hanno sempre sostenuta. Poi va dedicato a tutte le persone che mi vogliono bene e che hanno creduto in me, alle mie amiche, allo splendido gruppo dei “nanetti” di Palestrina, con i quali ho cominciato a giocare, ad Alberto, Eleonora, Fabio e Alessio che mi hanno sempre sostenuta ed aiutata e a tutte le persone che durante il mio cammino hanno contribuito alla mia crescita. Infine questo scudetto é di tutto il Basket Roma, e in particolare del coach Luciano Bongiorno, ma anche di tutte le persone che ci hanno sostenute da casa e dal vivo.

Ora mi aspetto che di momenti come questi ce ne possono essere molti altri e lavoreremo perché questo sia possibile.

Mas. Ros.

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