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Genazzano, il Sindaco perde la maggioranza. Arriva il commissario

Il sindaco di Genazzano Alessandro Cefaro. Photo Credit: Alessandro Cefaro, Facebook
La maggioranza dei consiglieri comunali fa mancare l’appoggio al sindaco Alessandro Cefaro, eletto nel 2019. Salta l’accordo con il Partito Democratico; 7 su 12, dei consiglieri presenta le proprie dimissioni: 5 di opposizione e due del Pd, Maggio e Morelli. La lunga lettera alla cittadinanza, il documento con il quale i sette consiglieri comunicano le proprie dimissioni e richiedono lo scioglimento del consiglio comunale.

Alla fine è arrivata la sfiducia. Ai cinque consiglieri di minoranza (Bezzi, Brigida, Eufemia, Petrucci e Sebastianelli) si sono aggiunti i due consiglieri del Pd, che hanno depositato le proprie dimissioni.

Un’amministrazione affatto serena, quella dei due anni passati dalle elezioni del 2019. Tra fuoriuscite dalla maggioranza, quella di Sebastianelli e Trifogli, le dimissioni dal consiglio comunale, quelle di Morelli, Silvi e Maggio e le revoche ed avvicendamenti vari in giunta, quelle di Morelli, Maggio, Silvi e Di Valeriano, l’amministrazione Cefaro non ha di certo brillato per serenità e condivisione d’intenti.

A portare la città alle prossime elezioni sarà un commissario, che dovrà prendere le redini dell’amministrazione genazzanese e traghettarla alla prossima scelta del sindaco.

Ma l’ex sindaco non ci sta ed accusa gli ex alleati del Pd, di fare spallucce alla Lega e a FdI ed affida alla sua pagina personale, prima la lettera protocollata con la quale i sette consiglieri comunali comunicano le proprie dimissioni e poi una lunga lettera aperta ai cittadini, che qui riportiamo per intero.

“Cari concittadini,Ieri mi è stata comunicata la notizia che il PD ha inteso ritirare la fiducia all’Amministrazione comunale da me guidata.Un fatto gravissimo di cui il PD deve assumersi la responsabilità piena.

Da giorni, una discussione avvenuta dentro le stanze segrete della casa del popolo ha tenuto in ostaggio l’intero paese. Da giorni abbiamo assistito alla penosa ricerca di attenuanti e alibi per giustificare la propria inadeguatezza, la mancanza di argomenti e la profonda debolezza politica di un partito spaccato tra mille correntine, tutte impegnate a difendere posizioni di potere e interessi personali. Di questo parliamo.

E’ il fallimento dell’operazione politica dell’ex sindaco che, allo scadere del proprio mandato, non essendo riuscito a creare un percorso dignitoso per la propria successione, è ricorso a me.

Ho accettato la candidatura con il “ Patto Sociale per Genazzano “ con il profondo convincimento che la mia persona, l’essere “ avulso “ dalle stanche dinamiche locali, avrebbero contribuito a dare uno slancio per la crescita e il futuro del nostro paese. Tutto ciò attraverso un cambiamento necessario e urgente. Di logiche, di dinamiche, di rottura di meccanismi consolidati, di accordi e interessi di parte.

Peccato che abbiano fatto male i conti! Forse si contava sulla mia inesperienza, forse sul credere che mi sarei adeguato, forse hanno pensato che non avrei rotto equilibri e che non avrei rivendicato una certa autonomia di movimento.

Nell’esatto momento in cui ho cominciato a chiedere conto, a contestare decisioni e metodi, a fare delle scelte non esattamente condivise e allineate, sono cominciati i problemi. Si è alzato il muro dell’ostruzionismo, la levata di scudi, la denigrazione e quindi la crisi.

Emblema di tutto ciò, le parole, gli atteggiamenti, i fatti compiuti sul tema del fotovoltaico. Discutibile il fuggi fuggi generale e il lasciar credere a tutti e falsamente che io fossi a conoscenza dei fatti. Vergognoso il giro delle sette chiese quasi a scusarsi, imbarazzante l’intervento in una piazza delle opposizioni che, legittimamente, hanno aperto un dibattito e chiesto chiarimenti sul tema. Piazza nella quale sono venuti a conoscenza della mia totale estraneità alla genesi della vicenda, della mia totale imparzialità e trasparenza nel seguire l’iter amministrativo richiesto.

Quale grave imbarazzo deve coprire il PD locale? Forse che il soggetto che si è fatto da ponte tra i proprietari dei terreni e la Società del fotovoltaico è un noto tecnico locale legato al Pd? Forse che il Vice sindaco aveva omesso di informare il suo partito di riferimento di quanto stava accadendo e di cui era perfettamente a conoscenza? Forse per tutto questo.

Certamente il vulnus creato da un perfetto estraneo che decide di scardinare le prassi consolidate di incarichi, appalti, subappalti e compagnia cantante ha fatto tracimare tutta la rabbia e la frustrazione di un partito che si è fatto commissione edilizia. Basta dare uno sguardo alla composizione del direttivo e tutto apparirà nella sua chiarezza lampante.Ne sono la riprova i temi messi in rilievo dal PD in un recente manifesto. PRG e Piano particolareggiato del centro storico.

Certamente rilevanti ai fini del rilancio del paese e nelle priorità del programma amministrativo. Per quest’ultimo rimane singolare che coloro che ne chiedono a gran voce l’approvazione, siano incidentalmente i tecnici che lo hanno redatto e che siedono nel direttivo del PD.

Bene, a questo punto il PD si assuma tutta la responsabilità dell’operazione di sfiducia nei miei confronti e nei confronti dell’intera comunità. La responsabilità di vedere bloccati i finanziamenti ottenuti per opere pubbliche urgenti, del fermo delle decine di prestigiosi progetti culturali messi in campo per ridare vigore e prospettiva al paese, delle innumerevoli iniziative tese a rimettere Genazzano al centro del sistema territoriale, del blocco delle iniziative in favore delle attività produttive stremate dalla pandemia che pure abbiamo gestito con rigore e successo, del torpore in cui ricadrà l’intera macchina amministrativa, sfiduciata e logorata da anni di assenza di guida, dell’arretramento di una azione amministrativa, la nostra, che ha tenuto la barra dritta sui temi dell’ambiente e dei rifiuti, per anni subalterni alle scelte ed agli interessi politici dei partiti e delle logiche di occupazione di spazi e posti di potere.

Si assumano la responsabilità, firmando insieme ai consiglieri di opposizione le dimissioni così da far decadere l’intero consiglio comunale. Lo facciano a dispetto del voto e della fiducia che migliaia di cittadini ci hanno accordato neanche due anni fa e che in questi giorni non hanno mancato, in tantissimi, di farmi sentire la propria vicinanza e solidarietà.

Io certo non mi dimetterò nel rispetto di tutti voi, nel rispetto del lavoro degli assessori che con me, nonostante tutto, da mesi e in perfetta solitudine hanno continuato a lavorare, di quei consiglieri che sono rimasti al mio fianco fino alla fine e mi hanno sempre sostenuto, nel rispetto degli impiegati comunali che in questo momento di sbandamento non hanno omesso di prestare il loro prezioso lavoro.

Io aspetto e, nella sede deputata, vale a dire il Consiglio Comunale, non esiterò a darvi ulteriormente conto della mia assoluta serenità, dell’assiduo lavoro svolto, della trasparenza e della mia onestà, dei risultati raggiunti ed, evidentemente, della pochezza e profonda debolezza di un sistema politico totalmente autoreferenziale, troppo impegnato a tutelare il proprio piccolo spazio di potere, piuttosto che pensare e lavorare con apertura e lungimiranza al futuro del nostro paese.

Non è quindi un addio ma solo un arrivederci.

Il Sindaco Alessandro Cefaro”.

Il documento pubblicato sulla pagina Facebook del sindaco Cefaro

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