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Caso Federici: silenzi e strane manovre sull’asse Carchitti-Piazza Ungheria

Nessun chiarimento in consiglio comunale sulla cacciata della Federici. Spunta il sospetto

Sull’assessora Lorella Federici, cacciata da Moretti, Consiglio comunale scialbo e senza chiarimenti. Rosicarelli fa spallucce ed è pronto a proporre un nuovo nome. Restano molti interrogativi sul benservito a chi, nel 2019, determinò le sorti del ballottaggio.

Operazione trasparenza: no grazie!

C’era grande attesa, a Palestrina, per un Consiglio comunale che avrebbe dovuto fare un po’ di chiarezza sull’inattesa, quanto incomprensibile, cacciata dell’assessora Lorella Federici dalla giunta Moretti. Un’assessora che, obiettivamente, finora sembrava navigare in acque tranquille: capace di lavorare a stretto contatto con le associazioni, con le scuole e con le famiglie che – mai come in questa epoca di pandemia – hanno cercato spesso in Comune le risposte alle difficoltà di un periodo tremendo.

Forte con i deboli

Eppure il sindaco, che per oltre un mese è andato in giro con in tasca il decreto di revoca delle deleghe del vice sindaco, Umberto Capoleoni, mostrandolo a tutti salvo mai notificarlo al diretto interessato, non ha avuto alcun problema a cacciare a freddo la Federici, senza condividere la decisione con alcun consigliere o assessore. La sensazione è che, dopo aver dovuto ingoiare il rospo con Capoleoni, il sindaco abbia voluto fare un atto dimostrativo. A maggior ragione, giudicando da quanto sta accadendo, trovando terreno fertile nella posizione ambigua di Bella Palestrina.

Il Conte Mascetti

La formula istituzionale della revoca è sempre uguale, e impersonale: “si basa – scrive Moretti il 22 dicembre – sulle più ampie valutazioni di opportunità politico amministrativa, rimesse in via esclusiva al sindaco, anche su ragioni afferenti ai rapporti politici all’interno della maggioranza consiliare e sulle sue ripercussioni sul rapporto fiduciario che deve sempre permanere tra il capo dell’amministrazione e il singolo assessore”. Una versione politica della supercazzola del Conte Mascetti.

Un Consiglio bluff

La speranza, per molti, era che in Consiglio il sindaco dicesse qualcosa in più di questa incredibile storia. E invece no: sui motivi che lo hanno portato al defenestramento di Lorella Federici neanche una parola.

Il voltafaccia

Ricordando quello che fece nel lontano 2006, quando gli fu revocato l’incarico da assessore dall’allora sindaco Rodolfo Lena, tutti gli occhi erano puntati su Ludovico Rosicarelli, capogruppo di Bella Palestrina (insieme alla consigliera cugina Laura Rosicarelli), la lista che nel 2019 candidò la Federici a sindaco. E invece, come insinuavano i maligni prima del Consiglio, Rosicarelli si alza, spende due parole per l’operato dell’assessora cacciata e fa spallucce al provvedimento del sindaco, afferma “siamo stati eletti per stare in maggioranza e portare avanti il programma. Siamo pronti ad un confronto per proseguire”.
Insomma, tanti saluti alla Federici, ci teniamo le poltrone e andiamo avanti.

Sospetti e chiacchiericcio

“Atteggiamento maturo”, lo encomiano i capigruppo di maggioranza, ma ci si chiede se sia davvero maturo lasciare che restino nel sospetto e nel chiacchiericcio i motivi di una revoca che, non c’è niente da fare, sotto il profilo politico e amministrativo non regge. Anche il capogruppo Pd, Manuel Magliocchetti, in aula torna sulle motivazioni non date, esortando il sindaco a spiegare le ragioni politiche “perché – precisa Magliocchetti – credo che siano solo politiche e amministrative altrimenti, se così non fosse, le sedi a cui rivolgersi sarebbero altre”.

“Bella Palestrina”: a chi tocca la poltrona?

Niente da fare: sul caso Federici restano tutti abbottonati e coperti. Ciò che sorprende è che, nonostante ci sia stato di mezzo il Santo Natale e il capodanno sia alle porte, pare che Rosicarelli non abbia perso tempo e abbia già pronto il rimpiazzo. Parlando di politica, logica vorrebbe che ad entrare in giunta, essendo necessaria una donna, sia proprio la consigliera Laura Rosicarelli, liberando così un posto in Consiglio a Giulio Pinci o Paola D’Offizi, primi non eletti di Bella Palestrina. “Pura utopia”, afferma chi conosce bene Ludovico. La consigliera cugina non si tocca. Andrà quindi in Giunta una delle prime donne della lista non elette: nell’ordine Paola D’Offizi, Ilaria Arduini o Norina Pinci? In fondo, se Bella Palestrina è arrivata prima nella coalizione lo deve anche ai loro voti. Stando ai bene informati, però, a diventare assessora non sarà nessuna di queste. Tra i nomi che circolano, la più probabile indicazione sarebbe, addirittura, la candidata di un’altra lista (Palestrina Bene Comune) che Rosicarelli potrebbe proporre, e il sindaco accettare, in un curioso asse Carchitti-Piazza Ungheria. Sono solo ipotesi, è ovvio, ma quando la politica sceglie di non essere limpida e trasparente, tutte le opzioni diventano possibili. Anche le più incredibili.

L’amarezza della Federici

E così, mentre Rosicarelli fa buon viso a cattivo gioco, la Federici resta categorica: “Il sindaco Moretti mi ha revocato le deleghe assessorili affidatemi 4 anni fa. La decisione è arrivata repentinamente, senza alcun preavviso e in assenza di qualsiasi confronto politico. È tempo che il Sindaco, moralmente e politicamente, argomenti le ragioni della scelta adoperata che appare inattesa e sorprendente; motivi per cui, a breve, si attende un doveroso chiarimento politico”. Aspetta e spera. Il chiarimento non è arrivato. L’appoggio di chi doveva esserci nemmeno. In compenso, sui social, calore e sostegno sono tanti e sinceri. E non è poco.

di Massimo Sbardella

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