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Capranica Prenestina, inaugurata la mostra “La Bellezza Maledetta”

Oggi  alle ore 11.30 è stata inaugurata nella sala baronale di Palazzo Barberini a Capranica Prenestina, la mostra “La Bellezza Maledetta”, realizzata dal Museo Naturalistico dei Monti Prenestini in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato  – Servizio Cities. La mostra, che rimarrà aperta fino al 30 giungo 2017, è stata finanziata dal Comune di Capranica Prenestina con il contributo della Regione Lazio.

Capranica Prenestina. La Convenzione di Washington (CITES), entrata in vigore nel 1975, è la convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, nata con lo scopo di regolamentare questo enorme flusso di merci e denaro, garantendo che lo sfruttamento commerciale di tali risorse sia sostenibile per la specie e compatibile con il ruolo ecologico che rivestono nel loro habitat.

I reperti esposti nella mostra “La Bellezza maledetta”  sono oggetto di sequestri giudiziari operati dal Corpo Forestale dello Stato – Servizio CITES. L’avvio della collaborazione con il Corpo da parte del Museo Naturalistico è iniziata a partire dal conferimento nel 2014 di una difesa di Loxodonta africana recuperata, contestualmente con altre 18 difese, dal mercato clandestino durante un’operazione di sorveglianza da parte del Corpo Forestale dello Stato nella Regione Marche.

Il Museo si è proposto come destinatario di una di esse ed è stato selezionato a livello nazionale; la difesa è stata successivamente musealizzata ed inserita nelle proposte di divulgazione e comunicazione.

L’elefante africano (Loxodonta africana) e asiatico (Elephas maximum) sono specie elencate nell’appendice I della CITES (specie minacciate di estinzione massimo grado di tutela della Convenzione) e rappresentano l’emblema drammatico del commercio illegale di specie protette. Lo stesso logo della CITES rappresenta una silouette di elefante.

Con l’inizio di questo percorso il Museo intende stimolare una riflessione meno superficiale sul tema del commercio di oggetti spesso acquistati come semplici souvenir di un viaggio ma che in realtà possono nascondere azioni illegali che possono danneggiare in modo irrimediabile la natura.

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