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Cronaca

Bufera sul Cep. Guardia di Finanza negli uffici, controlli sul bilancio 2020

Le Fiamme Gialle negli uffici di Zagarolo, controllati e sequestrati documenti relativi al bilancio 2020. Cep Spa, la società legata 14 comuni del territorio a cui viene demandata la gestione delle attività legate alla riscossione. Il buco nel bilancio 2020 ammonterebbe a 8 milioni di euro.
di Matteo Palamidesse

Era il 2 Aprile, a Zero in Onda, il nostro programma radiofonico ospitammo Marco Bonini, candidato sindaco di Zagarolo alle ultime elezioni, oggi consigliere di opposizione. Si parlava proprio di Cep, questione sollevata proprio dal consigliere insieme al collega Giovanni Luciani.

Il 24 Marzo, il consigliere aveva inviato una diffida alla società, per mancato versamento degli incassi conto della gestione 2019 delle entrate al comune di Zagarolo, pari a €970000. Aveva inoltre chiesto conto del bilancio 2020, che presentava a suo dire, anomalie e per questo aveva inviato anche un esposto alla Corte dei Conti.
Dopo i discussi € 53000 di passivo relativi al bilancio 2019, quello relativo al 2020 sembrerebbe infatti ben più pesante, con un buco di 8 milioni di euro circa.

I comuni appartenenti al consorzio (Artena, Bellegra, Casape, Cave, Colonna, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Labico, Palestrina, Percile, Poli, Rocca di Cave, Rocca Priora, Roiate, Zagarolo), sono tutti soci. Affidano al consorzio la riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie al Consorzio Enti Pubblici (Cep), che poi trattenendo un aggio, rigira le entrate ai comuni stessi.

In realtà nel corso del tempo, più di qualche comune ha cominciato a fare marcia indietro. Alla fine del 2019, l’amministrazione Moretti a Palestrina aveva deliberato l’uscita dal consorzio, a cui si accodarono prima il comune di Cave e successivamente quello di Gallicano nel Lazio.

Lo stesso Bonini, all’arrivo dell’ultimo rendiconto di gestione, relativo all’anno 2019, discusso in consiglio comunale nel Novembre 2020, aveva già sollevato il problema delle anomali, ovvero costi di gestione più alti rispetto ai ricavi. Demandando tutto ai revisori dei conti del comune di Zagarolo, il parere fu tecnicamente accertato, i costi di gestione erano più alti dei ricavi e suo dire anche per attività anomale.

“In una società privata questo avrebbe portato ad un dissesto. Pensate che i costi sono due volte e mezzo i ricavi. Se poi a tutto ciò ci aggiungete operazioni che appaiono poco chiare, come contratti di consulenza, partite contabili che non trovano riscontro all’interno dei bilanci, e questo sono i revisori a dirlo, l’acquisto di una sede, quella in Viale della Stazione, per la quale ancora oggi non è stato effettuato il rogito (ma è stata versata una caparra di 1 milioni e 200mila euro), capite bene che sono tutti aspetti che non fanno che aggravare una situazione di per sé già complessa”.

Già, complessa. Perché il Cep avrebbe debiti relativi a esercizi passati nei confronti di molti comuni, tra i quali Cave, Gallicano nel Lazio ed anche Zagarolo, quest’ultimo per circa € 621000. Debiti che vanno ad influire sulla gestione delle casse comunali dei comuni consorziati.

Ma è il collegio dei revisori dei conti del Comune di Zagarolo a rendere chiara la faccenda: ” Occorre sottolineare come a fronte di ricavi per 1 milione e 800mila euro, la società sostiene costi per 4 milioni e 860mila”.

Affermazione che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.

Certo, essendoci un’assemblea dei soci, all’interno della quale siedono i rappresentanti di ogni amministrazione, viene da chiedersi come un amministratore comunale possa votare un bilancio che prevede un debito verso il proprio comune senza batter ciglio, ma questa è un’altra storia.

Messi i sigilli all’ufficio del Presidente, Gaetano Bartoli, esponente Pd e sindaco di Colonna per 10 anni, occorrerà fare luce sui conti del consorzio e soprattutto capire quale sarà il suo futuro.

In settimana l’assemblea dei soci dovrà decidere se eleggere un nuovo Presidente o affidare il tutto a un commissario.

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