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Cronaca

Asl Rm5: operatori sanitari in agitazione sindacale

I sindacati annunciano l’agitazione sindacale per gli operatori del comparto. Chiedono al Prefetto, alla Regione e al direttore Santonocito l’intervento sull’Ospedale di Palestrina.

LA CGIL e la UIL proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori della ASL Roma 5. I motivi dietro alla decisione sono ben noti da tempo e discussi in più sedi. Due settimane fa, mentre si paventava la decisione, venivano a galla le carenze di organico e di trattamento del personale sanitario. Due giorni fa arriva la presa di posizione dei sindacati.

Gli operatori richiedono un riscontro in termini di organizzazione del personale afferente al Dipartimento delle Professioni Sanitarie, in particolare modo del personale dell’Ospedale di Palestrina: una risposta alle richieste nel campo della sicurezza sul lavoro.

Vengono contestati la lesività dei diritti dei lavoratori e la mancanza di pari opportunità e il non rispetto dei regolamenti sottoscritti dall’azienda, in termini di produttività collettiva ed individuale, prestazioni aggiuntive, mobilità, incarichi di organizzazione aggiuntiva.

L’utilizzo delle prestazioni aggiuntive verrebbe utilizzato senza un accordo con le parti sindacali – secondo la CGIL e la UIL – ed il personale neo assunto mancherebbe di assegnazione perdendo così le indennità, a cui si aggiunge la mancata identificazione del rischio lavoro correlato.

Anche le indennità relative alle malattie infettive non verrebbero pagate – come si sottolinea nel comunicato dei sindacati- in particolar modo quelle relative al personale operante a contatto con pazienti Covid.

I sindacati richiedono inoltre una risposta sulle necessità del personale, per l’allattamento a rischio, per i ricongiungimenti familiari, per la mobilità.

Gli operanti su tre turni, vedrebbero decurtarsi 30 minuti di lavoro per la concessione dei buoni pasto e non sarebbero in grado di dare risposta all’utenza, sul ripristino dei servizi no covid a causa della mancanza di condivisione di un piano di riconversione.

Ma è sull’Ospedale di Palestrina che i sindacati alzano la voce.

“La scrivente organizzazione sindacale segnala che nell’Ospedale Covid 19 di Palestrina permangono problemi strutturali, organizzativi e di igiene, tali che l’ambiente di lavoro, già ad alto rischio, in termini di salute e sicurezza, per gli operatori sanitari che vi operano, in ragione delle sue attività, veda un aumento di tale rischio con un oggettivo aumento dell’esposizione.

In particolare si evidenziano le seguenti criticità:
• una carenza dei percorsi sporco/pulito con conseguente promiscuità tra personale, pazienti,

materiale e salme;
• l’assenza di segnaletica dei percorsi;
• un insufficiente servizio di pulizia e sanificazione di tutti gli spazi dedicati covid, attigui e di servizio; • una grave carenza di Personale Infermieristico e OSS che si trova costretto a svolgere per intero il

proprio turno di lavoro, a volte anche per dodici ore consecutive, completamente vestito ai fini dell’assistenza a pazienti Covid-19 senza opportuna rotazione o che debba, anche più volte durante il servizio effettuare le manovre di “vestizione” e “svestizione”, aumentando così esponenzialmente il rischio di esposizione al virus.

Ad oggi risulta a questa organizzazione l’esistenza di una oggettiva difficoltà nella realizzazione di interventi risolutivi, anche a causa delle caratteristiche costruttive del plesso, con la conseguente difficoltà a contenere l’aumentato rischio di esposizione per tutto il personale del presidio ospedaliero, al cui interno risulterebbero ad oggi diversi casi di positività o di patologia correlata.

Con la presente, che è indirizzata anche al Direttore del Dipartimento di Prevenzione quale espressa richiesta di accesso ispettivo immediato, chiediamo quali iniziative intenda intraprendere questa Direzione Aziendale per verificare ed attuare una azione risolutiva dei problemi evidenziati a tutela degli operatori del presidio e degli utenti che vi si rivolgono”.

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