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Antonio Stazi muore folgorato sul lavoro: cavi dell’alta tensione ancora letali

Stava caricando il trattore sul camion, quando il braccio ha toccato l’alta tensione provocando una scarica da 20 mila volts. Il dolore delle comunità di Cave e Palestrina

Una tragica fatalità è costata la vita ad Antonio Stazi, 29 anni di Palestrina, un giovane pieno di energia ben conosciuto all’interno del comitato Porta San Martino e tra i tanti amici che gli volevano bene. 

Mercoledì 4 maggio, intorno alle 12.00 in via dello Speciano 78 a Cave, il giovane aveva appena terminato un lavoro in una villa con la ditta di famiglia quando, per rimettere il trattore tagliaerba sul camion ed andare via, si è messo ai comandi dell’elevatore. Nel manovrare il mezzo, però, il braccio metallico è andato a toccare i cavi dell’alta tensione, che in quel tratto passano scoperti con una tensione di 20 mila volts, e si è innescato uno scarico di corrente che non gli ha dato scampo. Nell’incidente Antonio è morto pressoché sul colpo mentre il padre, che era al lavoro con lui, ha riportato delle bruciature. Subito l’uomo ha cercato di soccorrere il figlio, rendendosi conto che la situazione era drammatica. Quando è arrivato l’elicottero del 118 per Antonio non c’era niente da fare. 

Sconvolte, per la tragedia, le due comunità di Cave, dove Antonio e il papà Ettore, con la loro ditta, erano molto conosciuti, e di Palestrina, in cui il giovane è cresciuto ed ha amici e affetti e dove la sorella Beatrice è consigliera comunale di maggioranza. 

Tecnicamente si tratta di un incidente sul lavoro, uno dei troppi lutti che in Italia colpiscono il settore. Stavolta, però, più che di mancato rispetto delle regole bisognerebbe parlare dell’opportunità – nel 2022 – di mantenere ancora delle linee dell’alta tensione che, costruite oltre 50 anni fa, sorvolano le nostre città a quote spesso troppo basse per consentire di lavorare in sicurezza. Basti pensare che i tralicci di queste linee sono alti 12 metri ma poi, tra uno e l’altro, il cavo flette fino a raggiungere i sei metri (quando la manutenzione è perfetta e non cala ulteriormente), un’altezza molto pericolosa per chi lavora con bracci meccanici e cestelli. Se si torna indietro negli anni, di morti folgorati sono piene le cronache (anche locali) e, sinceramente, pare giunto il momento di interrarle, quanto meno all’interno dei centri abitati.

Anche perché incidenti di questo tipo difficilmente lasciano scampo alle vittime. Quando la scarica ha colpito Antonio il padre è stato il primo a soccorrerlo, rendendosi conto subito che la situazione era drammatica. Sul posto sono giunti sia i carabinieri che un elicottero dell’Ares 118 ma per Antonio non c’era più niente da fare. Il medico ha potuto solo constatare il decesso e attendere l’arrivo del magistrato per trasferire la salma presso il centro di medicina legale di Tor Vergata dove, nei prossimi giorni, verrà effettuata l’autopsia.

In pochissimo tempo la notizia si è diffusa sia a Cave che a Palestrina, dove Antonio era conosciuto e ben voluto dai tantissimi amici e dal gruppo di Porta San Martino, con cui condivideva le emozioni del Palio di Sant’Agapito, con il capitano della porta Luciano Angelucci che lo ricorda con fierezza: “A te che ci hai sempre sostenuto. A te che sei stato sempre in prima fila, A te che hai sempre portato fiero i nostri colori, Ora alzali al cielo per noi! Ciao grande Uccio, per sempre uno di noi!”

“Una tragedia che tocca nel profondo due comunità – commenta il sindaco di Cave, Angelo Lupi, giunto sul posto poco dopo l’incidente – conosco personalmente la famiglia Stazi, come pure questa ditta che spesso effettuava lavori qui a Cave. Lui era un bravissimo ragazzo, il padre un lavoratore serio e scrupoloso. Questa disgrazia, figlia di una tragica fatalità, mi addolora sia come sindaco che come cittadino”.

La notizia dell’incidente è rimbalzata istantaneamente anche all’interno del Comune di Palestrina dove la sorella di Antonio, la consigliera comunale Beatrice Stazi, era in riunione quando è stata raggiunta da una telefonata e, sconvolta, si è precipitata a Cave insieme al vice sindaco di Palestrina, Umberto Capoleoni.

Sul luogo dell’incidente i carabinieri, insieme al servizio ispettivo dell’Enel, hanno effettuato tutti i rilievi del caso per cercare di ricostruire la dinamica esatta e capire se si sia trattato soltanto di una tragica fatalità oppure questa ennesima morte bianca poteva essere evitata.

Il dolore per la morte di Antonio è tanto ed il pensiero va ai genitori, alle sorelle, alla compagna Debora e ai due piccoli che lascia troppo presto, una bimba di un anno e un maschietto di 7.

“A pochi giorni dal 1 maggio – afferma la presidente della Commissione lavoro della Regione Lazio, Eleonora Mattia – si continuano a contare le vittime su un mercato del lavoro in cui le morti bianche sono ancora la pagina più drammatica. Dobbiamo imporre un cambio nella cultura del lavoro che ponga benessere e sicurezza al centro, con una grande alleanza tra tutte le parti in causa. In tal senso bene la task force convocata subito in Regione Lazio dall’assessore Claudio Di Berardino con tutti gli Enti competenti in attività di controllo e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.

Basta scorrere il web per trovare i tanti, troppi, casi in cui un braccio tocca un cavo dell’alta tensione provocando la morte dell’operatore.

 

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