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Adolfo De Angelis: sfiducia, ma non troppo

Dieci consiglieri comunali (su 16) presentano una mozione di sfiducia in aula contro il sindaco Adolfo De Angelis. E’ la disfatta del Partito Democratico locale, con tre consiglieri contro sindaco e giunta del PD

Con una nota protocollata stamattina, e sottoscritta da dieci consiglieri comunali di Palestrina, è stata presentata una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Adolfo De Angelis. Ai primi due firmatari, Andrea Saladino, del M5S, e Giuseppe Pizziconi, di Adesso Noi, si sono aggiunti con il passare delle ore Enrico Proietti e Duilio Braghese, di Palestrina Popolare, Tiziano Stazi e Roberta Cubeddu (dell’Udc), Laura Notarnicola, Lino Sabelli e Igino Macchi del Partito Democratico per concludere con Massimo Guerrini di Forza Italia/Eccoci.

La nota è presentata ai sensi dell’articolo 57 dello Statuto Comunale che recita “La mozione di sfiducia, sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, deve essere motivata, anche con riferimento al solo venire meno della maggioranza consiliare, ed è messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione”.

E le motivazioni a cui si fa riferimento, inserite in premessa, riguardano alcune mancanza del sindaco De Angelis al quale si contesta un “operato caratterizzato da inadempienze programmatiche”, di “guidare un governo senza acclarata maggioranza”, di “non aver dato seguito a molteplici mozioni approvate in Consiglio comunale”. Motivazioni legittime, ovviamente, soprattutto per Andrea Saladino, che non ha mai sostenuto questo sindaco, non del tutto spiegabili da parte di chi ne ha condiviso l’intero cammino (ovvero 4 anni e 9 mesi!) o, peggio, da parte di chi lo ha sostenuto da dicembre ad oggi, quando eventuali mancanze erano già note e che la maggioranza fosse saltata era risaputo.

“La nostra istanza – scrivono Saladino e Pizziconi – ha raccolto l’adesione di ben altri 8 consiglieri e questa mattina l’abbiamo consegnata al protocollo comunale. Adesso attendiamo che il Presidente del Consiglio Fatello convochi il Consiglio Comunale per votare la sfiducia”.

Eppure qualcosa non torna. Come molti comuni vicini insegnano, si sa che per mandare a casa un sindaco il percorso diretto è quello delle dimissioni congiunte della maggioranza dei consiglieri. Con dieci firme, quindi, domani sarebbe potuto arrivare a Palestrina il commissario prefettizio. La scelta di andare in aula tra un mese, ciascuno per arringare le proprie ragioni, fa pensare che dietro questa operazione le finalità non siano per tutti le stesse.

L’atto di oggi sancisce, qualora non fosse stata ancora chiara, la deriva in cui versa il Partito Democratico di Palestrina con tre consiglieri comunali (Macchi, Sabelli e Notarnicola) che scelgono, autonomamente, di sfiduciare sindaco PD e Giunta PD senza fare un passaggio preventivo in direttivo.  

Massimo Sbardella

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