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WWF: furto made in Italy, “Chi spara a specie protette rischia meno di una multa per eccesso di velocità”.

Una guerra silenziosa e sconosciuta si sta abbattendo contro la fauna protetta. L’Italia è un paese-trappola per 8 milioni di uccelli, tra questi ci sono aquile, cicogne, falchi, e specie rarissime, come l’ibis eremita, alle quali l’Europa dedica progetti di conservazione.

In un paese già provato da cementificazione, perdita di habitat naturali, inquinamento e cambiamenti climatici, l’attività venatoria rappresenta l’ennesima gravissima aggressione alla fauna selvatica.

L’Italia, continua ad essere ‘terra di nessuno’ e il bracconaggio, ancora non codificato da leggi e norme, colpisce 8 milioni di uccelli ogni anno. Addirittura è permesso ai cacciatori entrare nei terreni privati senza autorizzazione del proprietario.

Nel dossier WWF le pratiche più frequenti vanno dalla cattura di piccoli uccelli cantori con gli archetti al veleno all’uccisione degli istrici a colpi di bastone. O come nel caso della ‘jacca’, i bracconieri appostati tra gli alberi, uccidono a palettate centinaia di quaglie e altri piccoli uccelli dopo averli abbagliati.

 

Nelle isole di Ischia e Procida si aspetta il periodo di migrazione per sparare a milioni di piccoli uccelli; nelle isole Pontine si spara ai delfini. Lungo l’Appennino tosco-emiliano i fucili sono contro lupi e rapaci, catturati o uccisi anche da trappole o bocconi avvelenati.

I reati di bracconaggio sono molto difficili da quantificare e non esiste una banca dati. Secondo le cifre fornite da alcune forze di polizia e da associazioni risulta che tra il 2014 e il 2015 il bracconaggio è aumentato del 40,7%.

C’è da aggiungere che esiste un anche un legame tra bracconaggio e criminalità organizzata: nel casertano, ad esempio, molti bracconieri utilizzano spesso i servizi della malavita, comprando armi modificate o con matricole cancellate, oppure sfruttano i canali di vendita illegali per smerciare gli animali.

Il bracconaggio rappresenta un danno non solo per l’ambiente ma anche per le nostre tasche se si valuta l’indotto di alcuni settori che l’economia ‘verde’ produce grazie alla presenza di animali carismatici.

Negli Stati Uniti il giro di affari intorno a viaggi e attrezzature per il bird-watching è di 41 miliardi di dollari. Se si stima che in Italia i soli appassionati di bird-watching sono decine di migliaia, si può dedurre l’enorme danno che può produrre l’abbattimento di animali, come cicogne o fenicotteri o delle migliaia di rapaci.

Purtroppo ci facciamo riconoscere anche in questo settore. Nel turismo venatorio siamo protagonisti: ogni anno circa 50 000 cacciatori abbattono migliaia di specie, soprattutto nei paesi dell’est. In Albania addirittura il governo è dovuto ricorrere nel 2014 ad una moratoria sulla caccia come conseguenza dei massacri da parte dei cacciatori italiani.

Purtroppo ad una carenza di vigilanza sul territorio si accompagna la debolezza delle sanzioni. Le multe ‘sulla carta’ esistono: secondo la legge sulla caccia (157/1992), l’unica che tutela la fauna, il caso più grave (uccisione di un orso bruno, stambecco, camoscio appenninico e muflone sardo)  prevede l’arresto da 3 mesi a 1 anno e l’ammenda da 1032 a 6197 euro; per le altre specie l’arresto va da 2 a 8 mesi e la multa fino a 2065 euro.

Il WWF Italia ha elaborato una proposta di legge proponendo il “Delitto di uccisione di specie protetta”, con pene sia detentive che pecuniarie più severe e adeguate alla gravità.

Le Oasi WWF hanno contribuito a salvare specie a rischio o rare. Per conoscerle da vicino domenica 2 ottobre queste apriranno gratuitamente alle visite.

Si potrà trascorrere una giornata di autunno passeggiando tra boschi,  specchi d’acqua già ricchi di uccelli acquatici.

L’iniziativa è promossa dal WWF per i suoi 50 anni in Italia è ed è l’ultima di una serie di aperture gratuite avviate dallo scorso luglio ogni prima domenica del mese.

Domenica 2 ottobre è anche l’occasione per diventare Soci del WWF e contribuire alla tutela di questi angoli di Natura, rappresentativi della ricchezza di paesaggi e ambienti del nostro Paese.

Dall’Oasi alpina di Valtrigona, in Trentino all’Oasi siciliana del Lago Preola e Gorghi Tondi o a quelle vicino ai grandi centri, come l’Oasi di Vanzago a due passi da Milano e Macchiagrande vicino Roma si potrà godere dei colori dell’autunno, delle partenze e degli arrivi dei migratori, delle ultime fioriture, delle tracce degli animali.

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