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Tutto finirà, ma non andrà tutto bene. Cronaca di una quarantena

No, non possiamo illuderci che tutto tornerà come prima. Non è sentimentalismo, ma un dato di fatto. Avremo a che fare con un mondo diverso, con un’economia che subirà contraccolpi pesanti. La realtà ci aiuterà a tornare coscienti dei problemi reali. Ma non perderemo i nostri vizi.

Non voglio tediarvi con un pezzo dai toni pessimistici, anzi; sono giorni però (sarà forse la speranza?) che cerco di pensare al momento in cui tutto questo sarà finito. Quando ci risveglieremo e dopo questa “guerra” ci guarderemo intorno, cercando di rimettere le cose al posto in cui erano prima.

Ci riusciremo? Si, ci riusciremo, ma questo avrà un costo alto, a tratti altissimo. Perché diciamocelo, i morti, gli ammalati, i contraccolpi sull’economia, sul nostro sistema sanitario, sulle aziende, sulle nostre vite e sulla percezione che avremo dell’altro, delle comunità che viviamo sono reali e ognuno di noi lo sta sperimentando, nel bene e nel male.

Non credo che i nostri vizi, i nostri peccati originali spariranno di colpo, non verranno cancellati da questa nostra passione prima del tempo. Al nostro ritorno alla “normalità” li ritroveremo li, perché non sono mai scomparsi. Ogni tanto fanno capolino anche in questa nostra vita in emergenza, in questo ritiro forzato. Ma forse oggi, con le vite ripiegate sui bisogni elementari, giustamente prese dalla famiglia e dalla salute, con i media concentrati, anche qui giustamente sul tema, non ce ne rendiamo conto.

Quando saranno finite le canzoni cantate dai balconi, e nei giorni passati mi sono scagliato con forza contro chi le criticava perché ognuno di noi ha bisogno di sentirsi parte di qualcosa più grande, di una comunità, per farsi forza, per un “mal comune mezzo gaudio”, per far passare un attimo di spensieratezza e gioco ai bambini forzati a stare in casa, per non pensare per cinque minuti alla reclusione (chi siamo noi per giudicare?), bene, quando queste saranno finite arriverà la realtà.

Avremo a che fare con un paese da ricostruire, in tutti i sensi. Nel tessuto economico e politico, in quello umano e delle relazioni. Torneremo ai nostri antichi vizi? Non sono mai spariti, e torneremo anche a quelli, ne sono certo, ma forse li vedremo da un altro punto di vista.

Se c’è qualcosa che questo periodo ci sta insegnando, in maniera coatta, forte, pressante, è che noi siamo una parte piccolissima di questo paese e di questo mondo. Piccolissima, lo ripeterò fino a che avrò fiato. Siamo costretti ad avere relazioni con gli altri, a cercare il modo migliore per accantonare i nostri pregiudizi sugli altri, a fare la nostra parte per gli altri, a partire dalla nostra famiglia per finire con il paese che viviamo.

Non andrà tutto bene e forse sarà un bene, perdonate il gioco di parole. Se questo ci dovrà aiutare a rimboccarci le maniche ed essere migliori di quello che eravamo prima.

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