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Tentati rapimenti di bambini sul territorio? No! La bufala dilaga

Ieri a Colleferro e Valmontone. Stamattina a Palestrina. L’audio che circola è semp

Ieri a Colleferro e Valmontone. Stamattina a Palestrina. L’audio che circola è sempre lo stesso. Falso. Registrato chissà dove. Peccato che, di volta in volta, ciascuno lo rilanci aggiungendo un commento, un particolare: “è successo alla scuola pincopallo”. Il Burger king che viene citato è generico, falso anche quello. Quale territorio non ha un Burger king nei paraggi?! Ma in realtà non esiste alcun tentativo di rapimento!

di Massimo Sbardella

“Approfitto del gruppo – dice la voce misteriosa del vocale – per mettervi in guardia: hanno provato a rapire un bambino fuori a scuola. Ma i bidelli sono stati bravi. Poi ci hanno riprovato ieri pomeriggio al Burger King. Ma non ci sono riusciti. Sono un uomo e una donna: lei capelli lunghi senza frangetta. Lui 50/55 anni, brezzolato (?!). Sono andati via con Suv nero… la mamma non ha preso la targa ma ricorda un 918, o forse solo un 8. Fate attenzione che so malvagi”.

L’esca è calata e il pesce abbocca. Pressoché ovunque, in Italia, l’audio fake passa di gruppo in gruppo, trovando terreno fertile visto che fa leva sulla psicosi delle persone dopo le immagini del tentato rapimento del bambino a Bergamo, mostrata dai TG il 14 febbraio. Nessuno prima fa una verifica. Neanche alcuni pseudo giornali online che, ignorando la regola base della deontologia professionale (quella della verifica delle fonti) trasforma una bufala in una presunta notizia. E produce danni veri!

Ecco quindi che da Colleferro a Palestrina a Valmontone e chissà dove altro, anche nel nostro territorio l’allarme cresce, come in ogni parte d’Italia. Basterebbe fare una ricerca su Google, digitando “allarme messaggio audio falso su rapimento bambini”, per rendersi conto che quel messaggio ha riferimenti ovunque.

Nel Torinese i giornali titolano “Allarme rapimenti nelle chat WhatsApp: paura tra Alba e Narzole. Il messaggio scatena il panico davanti alle scuole: “vogliono portare via i bambini“. A Vicopisano (Pi), sul sito del Comune, compare un avviso con tanto di grafica: “Nessun allarme, sono false le notizie che stanno girando su tentativi di rapimenti di bambini. Facciamo chiarezza”.

Dilaga il panico nelle province di Frosinone e Latina dove, senza fare alcuna verifica su Google, chiunque si trovi ad ascoltare il messaggio (falso!) lo rigira in tempo reale sui gruppi di scuola, parrocchia, calcetto…

Anni di fake news non hanno insegnato niente. Qualsiasi cosa si riceva viene girata a tutti, senza verifiche. E’ così che si subiscono le truffe con furto di identità o di denari, è così che si diffonde panico immotivato tra la gente.

Nella giornata di ieri, il Comune di Valmontone, dalle proprie pagine social, ha provato ad avvisare i cittadini: girano messaggi falsi che destano preoccupazione. Non c’è alcun riscontro, evitate di alimentare fake news. Qualcuno anziché ringraziare rilancia: vuole conoscere il messaggio finto. La curiosità è ossessiva. E’ come se ci fosse un pizzico di invidia: possibile che io non abbia un amic@ sprovveduto che mi ha girato questa cosa?! C’è quasi dispiacere, anziché sollievo.

Purtroppo, ormai, l’Italia è questa. Si vive nel virtuale, si sguazza nel torbido. Ciò che è inquietante è che, anche tra politici e mezzi di informazione, c’è chi anziché dare l’esempio, e quindi fermarsi, accertare e smontare le balle, si lascia andare all’onda del qualunquismo, un’onda che man mano cresce e diventa melma che trascina e copre tutto.

 

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