Il mito della Palestrina sportiva di un tempo, i quarantenni di oggi l’hanno vissuto solo di sfuggita. Eppure, l’eredità sembra poter resistere agli anni e agli eventi. Eredità figlia di tempi e valori che furono, oggi quasi del tutto dispersa.
di Massimiliano Rosicarelli
E’ per questo che, tra strutture sportive chiuse (PalaIaia e Palaverde) e abbandonate a se stesse (basti guardare in che stato versa lo stadio Antonio Sbardella), non resta che pensare proprio alla Palestrina sportiva che fu. Chissà che reazione avrebbe avuto Osvaldo Rosicarelli, l’assessore allo sport di quegli anni, di fronte a ad un impianto chiuso o abbandonato e, soprattutto, all’ardire di non presentarsi nemmeno ai campionati che contano.
Lui, da Assessore allo Sport, era noto per aver preso e guidato un pulmino sino a Bergamo pur di far giocare i colori arancioverdi. Retaggi di tempi che furono, evidentemente. Oggi si griderebbe alla violazione del rispetto cittadino, per una mancata iscrizione delle prime squadre nei campionati o, nella migliore delle ipotesi, ad una gestione obsoleta delle strutture sportive.
Sicuramente doveva esserci maggior controllo anche in fase di progettazione e concessione di allegre gestioni di cui oggi la città paga pesantissimamente le conseguenze, non avendo più la possibilità di godersi alcun evento sportivo, magari per lo sgarbo sciagurato di qualcuno che viene pagato da una Palestrina in cui, oggi, tutto si muove con passo incerto.
Tra rivoluzioni e controrivoluzioni, ad ogni tornata elettorale – tra arditi salti di poltrone a Palazzo Verzetti e denari sperperati (mega palazzetto dello sport è un monumento allo spreco), la sensazione che continua a pervadere è che quell’aura di sacralità, di mito, sia quasi del tutto svanita. Quella percezione di ‘essere arrivati’ al capolinea e di vivere alla giornata incuranti di non avere più lo sport senza una logica ed inascoltati dialoghi. La città si arrende così a quel concetto di mediocrità che aveva sempre trovato repellente e che, invece, parlando di sport negli ultimi anni, pare la definizione che più si avvicina alla mera realtà dei fatti. Basta guardare ai dettagli per accorgerci che non esiste più calcio e il basket fatica a rimettersi in carreggiata, e non va meglio in altre discipline. E Palestrina scompare così dalla scena sportiva.

