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Sabato 20 luglio a Poli “Sulle tracce di Maria Graham”

Alle ore 18 nel Salone degli affreschi di Palazzo Conti, presentazione della monografia degli autori Alfredo Di Domenicantonio e Corinto Marianelli, con introduzione del sindaco Federico Mariani

Estate 1819. Tre singolari viaggiatori varcano il maestoso portone del palazzo ducale, che conduce in Piazza della Corte, a Poli. Sono Sir Charles Eastlake, pittore. Thomas Graham, capitano nella flotta di Sua Maestà Britannica. E Maria Graham, scrittrice, moglie di Thomas.  Dei tre, due diventeranno famosi. Di Eastlake è notissimo il dipinto “Napoleone Bonaparte a bordo del Bellerophon in Plymouth”. Sarà Presidente della Royal Academy e il primo direttore della National Gallery di Londra, uno dei più importanti musei del mondo. Maria Graham, protofemminista, con lo pseudonimo di Lady Callcott (cognome del suo secondo marito), fu una famosa scrittrice di libri di viaggio e di libri per bambini, nonché abile illustratrice.

Tutto questo è raccontato nella piacevole monografia “Sulle tracce di Maria Graham”. Il volume sarà presentato, sabato 20 luglio, nel Salone degli Affreschi di Palazzo Conti, a Poli, dagli autori (il geologo Alfredo Di Domenicantonio e il fotografo e pittore Corinto Marianelli) e sarà introdotto dal sindaco di Poli Federico Mariani. Il libro raccoglie una selezione di brani del diario tradotti per la prima volta in italiano.

Il curioso terzetto soggiornerà per tre lunghi mesi a Poli. Villeggiatura che la Graham annoterà nel suo diario “Three months passed in the mountains east of Rome during the year 1819” (“Tre mesi passati sulle montagne a est di Roma nel 1819”).

Dai racconti della Graham si desume che sia stato il caldo afoso della capitale a spingere i tre inglesi a cercare ristoro verso i monti. Ma perché avessero scelto Poli, o chi li avesse indirizzati in queste lontane contrade, non è dato sapere. Mistero.

All’epoca del cosiddetto “Grand tour”, rampolli della ricca nobiltà e dell’alta borghesia dei Paesi del nord, percorrevano l’Europa attratti dalle vestigia del mondo classico. Il “Gran viaggio” era  parte essenziale dell’educazione dei giovani di buona famiglia. Meta fondamentale del “tour” era l’Italia, con le sue città d’arte, soprattutto Roma, con i suoi resti archeologici e le sue collezioni d’arte e di antiquariato.

Il diario della Graham è un’attenta, e approfondita, descrizione dei luoghi, degli usi, dei costumi e dei personaggi di Poli. Vi trovano posto Don Pedro, il prete della Madonna della Pietà, e “un uomo venerabile, dai poteri soprannaturali”; i briganti (raffigurati da Eastlake) e gli zingari; “le donne di più alto rango” che “hanno adottato lo stile dell’abbigliamento francese” e il “pittoresco costume dei paesani”.

“La Graham – spiegano gli autori – è stata oggetto di numerose ricerche, saggi, biografie e di recente anche di fiction televisive. Ciascuna di queste rivisitazioni ha contribuito a mettere in luce un particolare aspetto di una complessa personalità”.

La nota scrittrice viaggiò anche in India, Brasile e Cile. Il governo cileno, in riconoscimento dei servizi resi a quel Paese, ha commissionato il restauro della tomba comune di Maria e Augusto Callcott nel Kensal Green Cemetery di Londra. Sulla tomba è deposta una targa, che la ricorda come “un’amica del popolo cileno”.

Gli autori sottolineano l’importanza di “contestualizzare il diario”. Per esempio, “il contesto naturale, urbano e paesaggistico descritto dalla Graham – spiegano – è praticamente rimasto intatto a duecento anni di distanza. A differenza di luoghi come Valparaíso, Concepcion o Quintero in Cile; Bahia in Brasile o Bombay, in India, ormai stravolti dall’urbanizzazione”. 

Una curiosità. Quando nel 1986 si ritrovò il diario della Graham, in una biblioteca di Roma, furono eseguite alcune riproduzioni fotografiche delle illustrazioni di Charles Eastlake, che accompagnano il libro. Oggi, queste riproduzioni, si trovano alle pareti di un bar sulla piazza principale di Poli.

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