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Palestrina

Raccolta sangue in calo: Avis lancia l’allarme

Nella postazione di raccolta in piazza a Poli gli operatori spiegano come è diminuita la donazione in tutto il Lazio

Mancano 30 mila sacche di sangue. Giovanni Fedele, Capogruppo provinciale dell’AVIS Comunale di Roma, lancia l’allarme. “Il sangue che viene prelevato nel Lazio non è più sufficiente” racconta con molta preoccupazione. “Non sono ancora disponibili i dati aggiornati ma, nella passata stagione, sono state raccolte tra le 60 e le 70 mila sacche appena. Troppo poco rispetto alle esigenze. E l’andamento generale non cambia”.

Da qualche anno, infatti, i cittadini che si sottopongono al prelievo si sono ridotti drasticamente. Le cause non sono chiare. Sempre secondo Fedele “è venuto meno il senso di solidarietà. Manca una formazione di base. Mi riferisco a quella materia che una volta veniva insegnata già dalle elementari e che si chiamava educazione civica”.

La situazione non è generalizzata. “In alcune zone d’Italia – precisa Fedele – per molti ragazzi dare il sangue a 18 anni è quasi come prendere la patente: un passaggio automatico, una scelta necessaria. Mancano, tuttavia, i donatori e mancano i volontari”.

Anche in questo caso, il fenomeno è differenziato, come spiegano Federico De Fonseca, coordinatore sanitario, ed Antonio Augurosa, infermiere prelevatore, mentre sono intenti a prestare la loro opera volontariamente a Poli, in una delle tante piazze del Lazio. “AVIS è presente su questo territorio da 14 anni. A Poli si raccolgono, in media, 15 sacche. Una sacca contiene 450 ml di sangue e con essa possono essere aiutati 3 malati” perché, come precisa la dottoressa Debora Gianni, medico responsabile dell’Unita di Raccolta (UDR) “il sangue può essere suddiviso in sangue intero, piastrine e plasma”.

Il gruppo più richiesto è quello “zero negativo”, il più raro il gruppo “AB negativo”. “Paradossalmente – chiarisce – le riserve di quest’ultimo sono più che sufficienti, perché se ne usa pochissimo. Mentre le carenze riguardano lo ‘zero negativo’ perché è quello che viene utilizzato subito dopo un’incidente, durante un intervento chirurgico d’emergenza, nei Pronto soccorso ecc.”.

Rispetto agli anni ’80, e agli scandali del sangue infetto, il contesto attuale è completamente diverso. Oggi, il questionario (l’anamnesi), cui si sottopongono i donatori, è molto particolareggiato. Il sangue è selezionato, i reagenti usati sono molto sensibili e vanno a cercare eventuali virus patogeni in modo aggressivo.

Tutti possiamo donare il sangue. Anche chi si è sottoposto a tatuaggi, piercing, colonscopie: basta che siano passati 4 mesi. I vantaggi per i donatori sono molti: un check up completo, che viene spedito a casa, il permesso dal lavoro e una gustosa colazione dopo il prelievo.

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