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Palestrina celebra 70 anni di storia, cultura e appartenenza

Il 23 maggio 2026 ricorre il 70° anniversario dell’inaugurazione del Museo archeologico

Il 23 maggio 2026 ricorre il 70° anniversario dell’inaugurazione del Museo archeologico nazionale Prenestino, aperto al pubblico il 23 maggio 1956 alla presenza del Presidente della Repubblica Gronchi e da allora custode straordinario della memoria storica e archeologica della città.

Palestrina

Per celebrare questa importante ricorrenza, Palestrina apre le porte dei suoi luoghi della cultura con due iniziative speciali dedicate alla comunità e ai visitatori.
Sabato 23 maggio
Ingresso gratuito per tutti i visitatori al Museo archeologico nazionale Prenestino, al Santuario della Fortuna Primigenia e al Foro di Praeneste, per vivere una giornata all’insegna della conoscenza e della scoperta del patrimonio cittadino.
Per tutto il mese di maggio
Ingresso gratuito nei luoghi della cultura di Palestrina per tutti coloro che compiono 70 anni nel 2026, previa esibizione di un documento d’identità.
Un omaggio simbolico a chi condivide con il Museo questo importante traguardo.
Un anniversario che unisce generazioni, valorizza il territorio e rinnova il legame tra la città e il suo straordinario patrimonio culturale.
Il Museo archeologico nazionale Prenestino aspetta i visitatori a Palestrina per festeggiare insieme 70 anni di storia che continuano a parlare al presente.
Per maggiori INFO: CLICCA QUI
Il Museo

Nelle sale, articolate su tre piani, sono esposti i più significativi reperti che illustrano la storia, la cultura e le produzioni artistiche della città di Praeneste, una delle più importanti e fiorenti del Lazio antico. All’ingresso del Museo è ospitato il plastico ricostruttivo del Santuario della Fortuna Primigenia in scala 1:50. Le sale del primo piano ospitano opere relative al culto di Fortuna, tra le quali la colossale statua di Iside-Fortuna, sculture ellenistiche e copie di età romana di capolavori greci. Una delle opere più significative è il celebre rilievo Grimani, risalente all’età augustea, forse opera degli stessi scultori che decorarono l’Ara Pacis a Roma. Al secondo piano sono esposti materiali rinvenuti nelle necropoli e nei santuari del territorio prenestino. Da corredi funebri provengono specchi e ciste in bronzo, ornati da raffinate decorazioni incise e arricchiti da manici e piedi figurati a tutto tondo. Da uno dei più importanti santuari della città, quello di Ercole, provengono numerose terrecotte votive, che attestano un’intensa devozione popolare. La sala al terzo piano ospita il grandioso mosaico nilotico policromo, raffigurante una veduta prospettica del paesaggio egiziano durante una inondazione del Nilo, realizzato da artisti alessandrini alla fine del II sec. a.C. Si tratta di uno dei più grandi e importanti mosaici ellenistici conservati, un capolavoro assoluto per composizione, gusto cromatico e ricchezza di dettagli. Il percorso museale è completato al piano terra dal Criptoportico, la galleria voltata che corre sotto le gradinate della cavea del Santuario. L’ambiente, realizzato in opera incerta e originariamente rivestito di stucchi, ospita sculture e documenti epigrafici provenienti dalla città e dal territorio.

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