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Cronaca

Palestrina, anestesista con oltre 6 chili di droga in casa. Arrestato.

Colto in flagrante a Palestrina in compagnia di altri due uomini. Trovati oltre 6 kg di hashish e involucri al cui interno è stato rinvenuto “crack”.

La Polizia di Stato lo teneva d’occhio ormai da tempo anche se in corsia non andava poi spesso. Negli ultimi tempi infatti, l’anestesista, 47 anni di Palestrina, impiegato presso il Policlinico di Tor Vergata, usufruiva sempre più spesso di ferie e permessi.

Nel 2021 era già incappato in un controllo della Polizia, dal quale ne era uscito pulito.

Durante un controllo in un palazzo di Via Ciamarra, sospettato di essere una delle tante piazze di spaccio romane, fu fermato dagli agenti della Polizia di Stato, ma lui dichiarò prontamente di essere un medico alle prese con una “visita” nel palazzo.

Ieri la Polizia lo ha cercato prima sul posto di lavoro, poi lo ha raggiunto in un’abitazione di Palestrina, dove lo ha trovato sotto effetto di sostanze stupefacenti, in compagnia di altri due uomini, di 56 e 53 anni, pregiudicati e tossicodipendenti.

Durante una prima fase della perquisizione sono stati rinvenuti 161 grammi di hashish e alcuni involucri contenenti 66 grammi di crack, un coltello sporco della sostanza ed un bilancino di precisione.
Ma è in un’automobile parcheggiata nel viale di casa, utilizzata come nascondiglio, che gli agenti fanno la scoperta: all’interno del portabagagli vengono trovati 54 panetti e 47 ovuli, contenenti oltre 6 kg di hashish.

I tre sono stati arrestati in flagranza di reato dagli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato Romanina con l’accusa di spaccio di stupefacenti.

La Procura di Tivoli ha richiesto la convalida dell’arresto per tutti e tre, da considerarsi innocenti fino ad accertamenti definitivi.

Nel frattempo l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, sottolinenando come il Policlinico Tor Vergata abbia collaborato alle indagini della Polizia, ha chiesto all’Ordine dei Medici le opportune valutazioni, non escludendo la radiazione.

“Se le contestazioni saranno acclarate – ha riferito- rendono incompatibile la permanenza nell’ordine di chi tradisce il giuramento di Ippocrate”

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