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La Cisl denuncia: “grave carenza di personale in tutta la Asl Roma5”

Errori nel concorso e ritardi bloccano tutta la sanità sul personale. A rischio anche la

Errori nel concorso e ritardi bloccano tutta la sanità sul personale. A rischio anche la gestione dei Dea nell’anno del Giubileo

La Cisl funzione pubblica, con un comunicato, torna a denunciare la grande criticità della carenza di personale, in particolare degli Operatori socio sanitari (Oss), che affligge tutti i presidi ospedalieri della Asl Roma5. La principale causa, sostiene la Cisl, è dovuta all’immobilità che perdura da troppi mesi sulla gestione del concorso Oss indetto dal Policlinico Tor Vergata, provocata dagli innumerevoli ricorsi dovuti anche ad errori di commissione. “Trattandosi di un concorso in forma aggregata, – scrive la Cisl – dalla cui graduatoria dovranno attingere tutte le aziende sanitarie della Regione Lazio, la carenza di personale pone in affanno l’intero settore ospedaliero regionale.  La carenza riguarda purtroppo tutte le figure professionali operanti in ambito sanitario, quindi anche infermieri, tecnici di laboratorio analisi, tecnici di radiologia, ostetriche e medici, in quanto i fabbisogni risultano essere sottostimati rispetto alle reali necessità già dagli organismi regionali”

La situazione descritta – scrive il segretario Cisl Fp di Palestrina, Silvia Menegatti – desta maggiore preoccupazione in quanto il piano di gestione del Giubileo prevede che i DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione-Pronto Soccorso), al fine di garantire un’ottimizzazione dei flussi di accesso dell’utenza all’area dell’emergenza, possano decentrare il più possibile gli accessi verso i presidi ospedalieri periferici già carenti dal punto di vista della dotazione organica”.

“Ciò – conclude – comporta una quotidiana difficoltà da parte degli uffici PST (che si occupano della gestione delle risorse umane all’interno dei vari presidi ospedalieri) a gestire la copertura dei turni a garanzia dei Lea, ricorrendo a continui ordini di servizio per spostare da un reparto all’altro il personale sanitario, strumenti che risultano l’unica arma disponibile per permettere la continuità assistenziale”.

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