A Zagarolo riqualificata la struttura di via Borgo San Martino: convertita in Casa di comunità e ospedale di Comunità (degenza infermieristica).
Si è svolto ieri pomeriggio il taglio del nastro della riqualificata Casa della Comunità e Ospedale di Comunità di Zagarolo. Con la sindaca Emanuela Panzironi a fare gli onori di casa, insieme agli assessori e ai consiglieri comunali, è stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme alla direttrice generale della Asl Roma 5 Silvia Cavalli a fare il giro della struttura di via Borgo San Martino 3 che, da Casa della Salute, è stata ribattezzata in Casa di Comunità e Ospedale di Comunità.
Due strutture nate dalla riconversione della Casa della Salute
In sostanza, a dire il vero, cambia poco rispetto a ciò che venne inaugurato, per la prima volta, nel 2016 e riaperta nel luglio 2025 dopo un anno di lavori se non fosse che i locali sono stati completamente ristrutturati, sono state cambiate le insegne dentro e fuori, sono stati acquistati nuovi arredi e nuove attrezzature e i posti letto dell’Unità di degenza infermieristica (che oggi cambia nome e diventa ospedale di Comunità) passano da 10 a 15.
Ambulatori, Cup, centro vacccinale e consultori: tutti i servizi presenti
“Le due strutture – precisa la Cavalli – entrano a far parte di un modello organizzativo che guarda alla prossimità e all’integrazione di numerosi servizi, a cominciare dal Punto unico di accesso (Pua), porta d’ingresso per l’orientamento e la presa in carico integrata, a cui si aggiungono l’Assistenza domiciliare integrata (Adi), il Centro unico di prenotazione oltre a diverse branche di medicina specialistica e diagnostica che, per 160 ore settimanali, vanno dalla cardiologia alla diabetologia, pneumologia, neurologia, geriatria, ortopedia nonché ulteriori servizi come ambulatorio infermieristico ad accesso libero, punto prelievi, consultorio familiare, servizi vaccinali e programmi di screening. Particolare attenzione, infine, è dedicata alla prevenzione e alla gestione delle patologie croniche, per le quali si fa ampio ricorso alla telemedicina e all’integrazione con i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali”.
L’Opsedale di comunità per i ricoveri che non necessitano di ospedale
La riconversione, costata un milione e 400 mila euro di fondi Pnrr, ha coinvolto anche l’ospedale di comunità che offre un’assistenza intermedia tra il domicilio e l’ospedale, su una superficie di 800 metri quadri, e prevede ricoveri brevi e a bassa intensità clinica per quei pazienti che hanno bisogno di assistenza infermieristica continuativa e supervisione medica, senza bisogno di un ospedale. Il taglio del nastro è stato affidato alla coordinatrice infermieristica perché, ha detto Rocca; “è un riconoscimento ai nuovi ruoli e alla nuova visione della sanità”.
Il presidente ha aggiunto che, invece, è tramontata definitivamente l’ipotesi di un ospedale di comunità anche a Valle Martella visto che, a fronte dei problemi sorti, si preferisce optare anche nella frazione per una Casa di comunità.
Ottima collaborazione tra Comune, Asl Roma5 e Regione Lazio
“Oggi – dichiara anche la sindaca Panzironi – è arrivata la conferma della prossima realizzazione di una Casa di Comunità a Valle Martella, presidio che sarà in stretta sinergia con la Casa di Comunità e Ospedale di Comunità del centro storico, e che si procederà al recupero degli spazi della struttura “La Melagrana”, situato nel vecchio ospedale. Due notizie importanti che certificano il lavoro di questa Amministrazione, in stretta collaborazione con l’Asl Roma 5 e la Regione Lazio visto che ai circa 2000 mq della Casa di Comunità e Ospedale di Comunità andremo a sommare la valorizzazione de “La Melagrana” e i nuovi servizi sanitari di Valle Martella”.
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