In relazione all’articolo “Il sindaco Cefaro e l’aggressione fantasma di Genazzano”, pubblicato ieri, riceviamo dal sindaco Alessandro Cefaro la ricostruzione dei fatti, pubblicata di seguito:
“Il giorno 17.08.26 alle 9:30 mi sono recato alla camera ardente del Policlinico Umberto I a rendere l’ultimo saluto alla signora Carla Tatò con la quale, al di là delle questioni burocratiche che riguardavano i suoi rapporti con il Comune di Genazzano, intrattenevo rapporti di cordiale confidenza”.
I rapporti con Carla Tatò
Negli ultimi anni sono stato un riferimento come medico, seguendola anche durante la sua malattia fino al giorno del suo ricovero (come attestano i messaggi whatsapp che ci scambiavamo). Non è vero quindi che fossi inviso alla signora, come si vuole far credere.
L’aggressione verbale subita
Alle ore 9:45, nella piazzola antistante la camera ardente, dove erano raccolte parecchie persone, all’improvviso l’ex assessore alla cultura M.L. ha iniziato ad inveire contro il sottoscritto con parole del tipo “merda” e “capra”, ripetute più volte, e con minacce di morte anch’esse ripetute più volte, avvicinandosi a me in maniera minacciosa. Lo stesso è stato fermato da alcuni presenti persone. Da parte mia, per tutto il tempo dell’aggressione verbale sono rimasto in silenzio. Non c’è stata quindi alcuna discussione!
Il nipote di Carla Tatò mi ha accompagnato fuori
Accanto a me c’era il nipote della defunta che mi è stato vicino per tutto il tempo, accompagnandomi subito fuori, come a proteggermi. Una volta arrivato in ospedale, ancora in stato di forte agitazione e con ancora la pressione alta, ho dovuto rimandare un intervento chirurgico. In seguito, ho fatto un esposto dei fatti avvenuti ai carabinieri, con tanto di referto medico.
Nessuna emulazione del sindaco di Olevano Romano
Se avessi voluto rendere pubblico quanto avvenuto, lo avrei fatto il giorno stesso in prima persona e non due giorni dopo. Nell’ articolo scritto su Numero Zero, invece, mi si accusa di aver emulato l’episodio che riguarda il sindaco di Olevano, insinuando una qualche ricerca di pubblicità. Riguardo a questo ho soltanto ringraziato chi mi aveva mostrato solidarietà, condividendone il post, per altro ben visibile sul mio profilo Facebook e non cancellato come ipotizzato. In questo post l’autore, e non io, ha accomunato le due vicende.
La vicenda del 25 aprile
Un appunto anche sulla vicenda del 25 aprile: la ricostruzione è del tutto inventata e tesa a mettere in cattiva luce ancora una volta la mia figura di sindaco. Mi aspetto gentilmente che tu scriva un nuovo articolo, a rettifica del precedente, in quanto la ricostruzione riportata non è reale e può ledere la mia rispettabilità di persona e di sindaco.
Il Direttore:
Ovviamente pubblichiamo integralmente le precisazioni del sindaco Cefaro sulla vicenda che, al di là delle legittime precisazioni, non modifica in modo sostanziale l’articolo originale che, come detto, nasceva per precisare che un’aggressione violenta, come quella di Olevano, non può essere messa sullo stesso piano di una verbale, per quanto dai toni accessi. A maggiore se questa avviene tra due persone che si conoscono bene. Per quanto riguarda i fatti del 25 aprile, per i quali il sindaco non dà una diversa narrazione, non è corretto dire che siano tutti inventati. Basta cercare sul web per ritrovare le polemiche sulla decisione del sindaco di vietare il corteo e sul sindaco che si fa intervistare mentre arriva Mosca e gli dice di togliersi c’è un video del Tg (pubblicato in fondo a questa nota) ed un post della Lista Civica Cambiare. Anche se il 25 aprile aggiunge o toglie poco a questa storia di aggressioni e solidarietà dispensate, spesso frettolosamente e in modo improprio, da esponenti di altri enti.
Sotto il video a cui si fa riferimento nell’articolo, un riferimento che il sindaco nella sua replica definisce inventato.

