Niente corteo per le strade di Genazzano oggi. Secondo il Sindaco, per rispetto del lutto nazionale indetto per la morte di Papa Francesco, le celebrazioni si potranno tenere solo in forma ridotta.
Non è lecito manifestare per le strade del comune di Genazzano, una decisione che ha suscitato una reazione sdegnata e ferma del mondo politico. In molti hanno visto come un’accezione del tutto personale l’ordinanza del Sindaco Alessandro Cefaro.

Una decisione che, come chiarito sul sito del Comune, viene presa “a seguito della decisione del Consiglio dei Ministri“.
La comunicazione però è chiara:
“Pertanto, a seguito della decisione del Consiglio dei Ministri, si avvisa la cittadinanza che:
– La Fiera prevista per il giorno 25 Aprile è confermata;
– Tutti gli eventi previsti e preventivamente autorizzati nei giorni 24 – 25 – 26 Aprile possono essere realizzati cercando di svolgerli in modo sobrio e consono alla circostanza;
– Nel rispetto del Lutto, la tradizionale commemorazione del 25 Aprile Festa della Liberazione si svolgerà in forma ridotta: il tradizionale corteo accompagnato dalla Banda Musicale non verrà svolto, mentre ci sarà il ritrovo delle autorità e dei cittadini, per la deposizione di una corona di fiori presso il monumento dei caduti in Piazza G.Matteotti e il discorso del Sindaco alle ore 11.00“.
A proposito il sindaco Alessandro Cefaro si è difeso: “In merito alle polemiche relative alla commemorazione del 25 Aprile Festa della Liberazione, dispiace assistere ad una strumentalizzazione pretestuosa. Mi è doveroso chiarire. La commemorazione per la Festa della Liberazione non è stata vietata. Infatti, le corone in onore dei martiri della Liberazione verranno affisse come ogni anno nei luoghi della memoria, la commemorazione si svolgerà come di consueto presso il monumento ai caduti in Piazza Matteotti, alla presenza di istituzioni e rappresentanze, con l’esecuzione del silenzio di ordinanza a memoria dei martiri caduti, con il consueto discorso del Sindaco e la partecipazione libera di tutti i cittadini”.
Dura la reazione del mondo politico regionale.
“A Genazzano, terra che ha dato un martire alle Fosse Ardeatine come Giuseppe D’Amico, è stato vietato il corteo del 25 aprile.
Una scelta gravissima, che calpesta la storia, la Costituzione e la memoria di chi ha dato la vita per la libertà. Non è una decisione tecnica: è una scelta politica, che parla di paura della verità, ostilità alla partecipazione, revisionismo strisciante.
Il 25 aprile non si tocca. Non si riduce, non si cancella, non si mette a tacere.
La memoria è un dovere, non un’opzione.A chi ha firmato quell’ordinanza dico: la storia non si cancella con un foglio di carta.
E ai cittadini di Genazzano: la vostra voce è più forte di qualsiasi divieto.
Parlate, camminate, ricordate. È questo che ci rende liberi”.

