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Palestrina

Il Convento di San Francesco torna a vivere, per Palestrina e con la città

Ad oltre un anno dall’addio dei frati e dalla chiusura definitiva del convento, la struttura sta per riaprire con un progetto che va dal socio assistenziale alla cultura e coinvolge le associazioni

di Massimo Sbardella

Finalmente il convento di San Francesco, a Palestrina, torna ad aprire i battenti e lo fa nel modo migliore. Grazie ad un interessante progetto, che mette insieme diversi professionisti con interessi e competenze a 360 gradi, l’antica struttura che, fino ad aprile 2018 ospitava i frati francescani, tornerà ad essere cuore pulsante del quartiere e dell’intera città di Palestrina. Un progetto che parte dall’aspetto socio assistenziale, sicuramente il più importante, per estendersi coinvolgendo aspetti culturali, turistico residenziali, agricoli, gastronomici per permearsi con tanta “prenestinità”, grazie al coinvolgimento dell’associazionismo locale, nelle forme più disparate.

“Nella nostra visione – spiega Andrea Morgano, coordinatore del gruppo di lavoro che porterà San Francesco a nuova vita – il convento di San Francesco deve tornare ad essere un punto di riferimento per tutta la città di Palestrina e siamo convinti che l’associazionismo sia un ottimo veicolo per coinvolgere donne e uomini che hanno la cultura della condivisione e dello stare insieme”

“La cosa più importante che faremo – precisa Morgano – è quella di aprire una struttura socio assistenziale per 20 ragazzi con disabilità psico sociale. Nello specifico si tratta di una comunità residenziale per adulti con problematiche psicosociali, non sanitarie. Una struttura molto importante, per un territorio come il nostro, che ci permetterà di fare la cosa che sappiamo fare meglio, come dimostrano le credenziali acquisite nelle undici residenze attive, nel settore, nel Lazio”.

Intorno alla struttura socio assistenziale, si innescano tutte le altre attività previste per il convento di San Francesco: “Nei circa 2000 metri quadri di edificio, e 7000 metri quadri di giardino, – aggiunge Andrea Morgano – abbiamo già avviato collaborazioni importanti per attivare anche un sistema di accoglienza per studenti universitari o per studiosi di archeologia che giungono sul nostro territorio (stiamo parlando, in tal senso, anche con i soggetti interessati ad una collaborazione), una scuola di formazione professionale, una sala per musico terapia, una locanda nella parte sotto, culture a km0 nell’orto e, appunto, forme di collaborazione con le associazioni prenestine affinché vivano il convento con forme di collaborazione e corresponsabilità”.

Il team che affianca Morgano in questa entusiasmante avventura è composto dall’architetta Antonella Cefaro, che cura la logistica e gli eventuali interventi di sistemazione e ristrutturazione dell’edificio, da Marco Riccardi, per gli aspetti sociali e Natale Sebastiani, per quelli sanitari, da Antonio Bella (personale, finanze e relazioni esterne) e da Emiliano Fatello, per tutto ciò che riguarda il coinvolgimento, a vario titolo, del mondo delle associazioni di Palestrina.

Sui tempi, per partire, Morgano si dice molto fiducioso: “Stiamo già lavorando per far sì che, già in autunno, si possa iniziare in modo operativo: procederemo per step, in modo da ottenere tutti i permessi e le autorizzazioni che occorrono e, al tempo stesso, tornare progressivamente a riaprire il convento. Si partirà subito con un corso per Oss e, uno dopo l’altro, aggiungeremo tutti i tasselli. Sono convinto che l’Amministrazione comunale, da parte sua, comprenderà l’importanza di questa operazione e, anche in considerazione del fatto che la nostra filosofia è quella del riuso e non del costruire, ci consenta di evadere in tempi giusti gli adempimenti burocratici che dovessero servire”.

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