La figlia del magistrato ucciso dalla mafia a Monte Compatri come testimone di lotta alla criminalità e portatore di esempio di legalità
Ieri mattina, presso il Duomo di Monte Compatri, si è tenuto l’evento organizzato dall’Istituto Comprensivo “Paolo Borsellino” avente come ospite la figlia del magistrato Fiammetta Borsellino. Ad aprire l’incontro, la Dirigente scolastica Loredana di Tommaso che ha condiviso con tutta la comunità presente le motivazioni dell’iniziativa e le sue ricadute didattico-pedagogiche, civili ed etiche del percorso sulla legalità, filo conduttore dell’offerta formativa dell’istituto.
Hanno preso parte alla manifestazione tutte le classi della scuola secondaria di primo grado, alcune classi quinte della scuola primaria, il sindaco Francesco Ferri e alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale, le autorità civili e militari del territorio e la comunità tutta.
Come testimone, erede e divulgatrice del complesso di valori che ha caratterizzato la vita del magistrato, ucciso dalla mafia, sempre dalla parte della giustizia e della verità, Fiammetta Borsellino ha evidenziato, durante il proprio intervento, quanto sia cambiata negli anni la criminalità organizzata: “Dobbiamo renderci conto – ha detto – che, nonostante i grandi passi avanti, le mafie esistono ancora, si trasformano e sono molto abili ad adeguarsi ai nuovi contesti socio-economici”.
Un pensiero che fa comprendere quanto sia sbagliato pensare di poter relegare l’idea di mafia alle stragi degli anni novanta o ad una realtà pressoché scomparsa perché la mafia è, appunto, un’organizzazione dinamica che si trasforma insinuandosi nelle falle del sistema economico e sociale. “Quando si investe in centri commerciali anziché in teatri, cultura e scuole, – precisa Fiammetta Borsellino – in qualche modo si tende la mano alle organizzazioni criminali e a sistemi economici che puntano a creare bisogni da soddisfare a tutti i costi. La prima arma contro le mafie, diceva mio padre, è l’istruzione, la scuola, la cultura, mentre trova terreno fertile nell’ignoranza e nell’isolamento”.
L’iniziativa, durata circa due ore, ha offerto momenti particolarmente interessanti quando la Borsellino ha interagito in modo diretto con gli studenti, pronti a porre domande e osservazioni, con momenti musicali, letture e rappresentazioni, usati come mezzi per ribadire quei valori di giustizia e legalità legati alla vita e alla storia di Paolo Borsellino.
Le parole di Fiammetta sono un invito al coraggio, all’affermazione della propria libertà di scelta attraverso la crescita personale, lo studio, la bellezza e l’amore, valori che trasmette alle giovani generazioni con immensa dedizione e passione, facendo della divulgazione e testimonianza una vera e propria scelta di vita: “In nome di mio padre” rappresenta un seme da custodire e coltivare perché possa germogliare rigoglioso tra le generazioni future.




