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Fabio Papalia vince a Genzano: nei Castelli finisce 3 a 0

Il centrodestra vince il ballottaggio a Genzano. Al primo tempo aveva conquistato Albano L

Il centrodestra vince il ballottaggio a Genzano. Al primo tempo aveva conquistato Albano Laziale ed Ariccia. Si discute sulle scelte suicide del centrosinistra.

A Genzano di Roma il centrodestra cala il tris di sindaci e, dopo aver conquistato Albano Laziale (con Massimo Ferrarini) ed Ariccia (con Gianluca Staccoli) direttamente al primo turno, prende oggi anche Genzano dove Fabio Papalia, con il 54,7% dei voti (5349 preferenze), diventa sindaco battendo l’uscente Carlo Zoccolotti, che si ferma al 45,3% (4427). Al primo turno la partita sembrava aperta, con Papalia a quota 34% contro Zoccolotti a 29%, con un distacco tra i due di 600 voti che in 14 giorni è aumentato fino ai 922 finali.

Il tradimento ideologico dell’ex Flavio Gabarrini

La prima riflessione da fare riguarda sicuramente le scelte e le alleanze che il centrosinistra ha fatto nei tre comuni che, evidentemente, non sono piaciute agli elettori. In primo luogo, a Genzano dove l’ex sindaco Flavio Gabbarini (al tempo del Partito Democratico), dopo essere giunto quarto al primo turno (con 1600 voti) ha pensato bene di appoggiare il candidato della destra, facendo così uno sgarbo al suo ex partito. Una decisione che ricorda quello del contadino che fa dispetto alla moglie in modo autolesionistico e, tra non poche polemiche, ha aiutato Papalia a vincere.

Lotta fratricida ad Albano Laziale e Ferrarini ringrazia

Scelte discutibili anche ad Albano dove il centrosinistra, che governava con Massimiliano Borelli sindaco e Luca Andreassi vice sindaco, ha pensato bene di suicidarsi anzitempo, andando allo scioglimento anticipato del Consiglio (con sfiducia firmata trasversalmente da minoranza e alcuni della maggioranza di Borelli), salvo poi riproporre i due alleati l’uno contro l’altro armato, contro un Massimo Ferrarini che ringrazia e incassa facile il 52% al primo turno.

Gianluca Staccoli ad Ariccia resiste al centrosinistra diviso

Ad Ariccia, infine, contro il forte Gianluca Staccoli uscente, il centrosinistra non è riuscito a trovare una sintesi e si è presentato con due candidati contrapposti (Giorgia La Leggia con Pd, Socialisti e due civiche contro Fabrizio Profico, con Avs, Cinquestelle e due liste) spianando così la strada alla conferma di Staccoli al primo turno, con il 56%.

La prima pietra del termovalorizzatore un assist per le destre?

Ad aiutare per la discesa la già precaria situazione dei tre comuni dei Castelli ci ha pensato la visita del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a Santa Palomba dove, con pala e piccone, ha dovuto porre ad una settimana dal voto la prima pietra del controverso termovalorizzatore di Roma. A prescindere dalla validità dell’opera, non è sembrata la mossa migliore per aiutare un territorio che, tra qualunquismo e bugie, ha speso molto della campagna elettorale su un’opera che, voluta dal Governo Nazionale, progettata dal Comune di Roma e approvata (con il rilascio dell’autorizzazione sull’impatto ambientale) dalla Regione Lazio di Francesco Rocca si è ritrovata, alla fine, a gravare esclusivamente sull’elettorato del centrosinistra. Considerando che – per bocca di Gualtieri – non finirà prima del 2029 è lecito pensare che iniziarla dieci giorni dopo non avrebbe cambiato nulla, sull’opera!

Insomma, un mix terribile che, alla fine della giostra, ha trasformato l’iniziale 2 a 1 (a favore del centrosinistra) in un netto 3 a 0 per la destra, su cui i vertici del centrosinistra tutto dovrebbero riflettere a fondo, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali che ci saranno da qui ai prossimi due anni.

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