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Da oggi ai sindaci i nomi di positivi e quarantene. Le ultime sugli spostamenti

La Asl Roma 5 annuncia: “i nomi alle autorità per poter effettuare i controlli”. I sindaci lo chiedevano da giorni. Intanto il Ministero chiarisce: “sì alla spesa al negozio vicino, anche se fuori comune”.

Finalmente, da oggi Prefettura, forze dell’ordine e sindaci saranno informati dei nominativi dei positivi e delle persone poste in isolamento per quarantena. Con una nota di poche righe, questa mattina la Asl Roma 5 ha, infatti, annunciato che “su disposizione dell’Assessorato e dietro parere della Protezione Civile, vengono trasmessi alla Prefettura, alle amministrazioni comunali, alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco, nel rispetto delle procedure di sicurezza informatica e della protezione dei dati, tutte le informazioni relative alle persone che risultano positive al COVID-19 e quelle che si trovano in domicilio protetto, per consentire loro per quanto di competenza la gestione dei casi”.

Un passo avanti importante che consente ai sindaci di tornare ad avere un ruolo attivo nel controllo del territorio, in particolare sulla mobilità di chi, posto in isolamento perché positivo o in quarantena (per aver avuto contatti con persone contagiate), fino a ieri poteva concedersi delle “folli” uscite, mettendo a repentaglio la salute pubblica di altri cittadini. 

Una questione più volte sollecitata nei giorni scorsi dai sindaci del territorio. Mario Moretti, da Palestrina, in presenza di 12 positivi (aumentati oggi di 2 unità, sono ora 8 a Palestrina e 4 nella frazione di Carchitti) e oltre cento persone in quarantena aveva già preteso dagli organismi sovracomunali di conoscere l’elenco dei nominativi, per consentire a polizia locale e forze dell’ordine di vigilare e perseguire eventuali “uscite” dal domicilio. 

Anche Angelo Lupi, sindaco di Cave, contattato in occasione della scomparsa del giovane Emanuele Renzi aveva sottolineato: “a parte questa vicenda, di cui non sono stato informato in quanto il giovane era residente a Roma, voglio denunciare la situazione assurda in cui noi sindaci siamo costretti ad operare, visto che nessuno ci comunica ufficialmente i nomi dei positivi che abbiamo e delle persone in quarantena. Una condizione desolante per chi, sulla carta, è considerato la massima autorità sanitaria del paese, viene chiamato a firmare i Tso ma poi non viene informato di chi, nel proprio comune, risulta positivo o in quarantena e, magari, necessita di assistenza o di supporto”.

Nel frattempo, con una circolare esplicativa di questa mattina, il Ministero dell’Interno stabilisce che sono consentiti gli spostamenti fuori dal comune in cui ci si trova “per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune”. Nella sostanza, vale per qualsiasi persona dimostri che il supermercato nel quale è arrivata – pur se in altro comune – è più vicino di qualunque struttura analoga esistente nel proprio comune.   

Nella giornata di oggi il Consiglio dei ministri si riunirà per disporre multe e sanzioni più dure per chi non rispetta le restrizioni decise per limitare il contagio. Una richiesta che il presidente dell’Anci Antonio Decaro aveva avanzato a nome di tutti i sindaci: “Le abbiamo provate tutte per far rispettare il divieto di uscire di casa. Non abbiamo più tempo da perdere e crediamo che solo una sanzione economica dall’importo significativo potrà fungere da deterrente in maniera più efficace. Stare a casa non è un’opzione, è la misura più efficace per rallentare la diffusione dell’epidemia ed è un dovere che tutti noi dobbiamo osservare. Per salvare la salute e la vita degli altri e di noi stessi”.

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