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Bruxelles, Milana: “Ora la Commissione Europea vari i regolamenti per la strategia From farm to fork”

Oggi al Comitato delle Regioni presentata, alla Commissione risorse naturali (Nat), la relazione finale di Guido Milana, portavoce delle regioni europee sul tema della sostenibilità nella filiera corta alimentare e sulla strategia From farm to fork

“Il successo della strategia ‘From farm to fork’ (Dal produttore al consumatore) si raggiunge solo attraverso un dialogo costante tra produttori e consumatori: accorciare la filiera significa far dialogare i soggetti affinché, anziché alimentare le intermediazioni parassitarie, si riescano a tutelare gli interessi dei produttori e dei consumatori, che devono avere sulla tavola prodotti sani e genuini nel rispetto dell’ambiente. Un percorso in cui le regioni e i comuni hanno la possibilità di rappresentare il vero fattore di successo. Per far questo occorre che la Commissione Europea faccia seguire in tempi brevi provvedimenti legislativi e regolamenti che siano di supporto concreto alla Strategia”.

Guido Milana (Cdr Bruxelles)

Lo ha dichiarato questa mattina Guido Milana, portavoce delle regioni europee sul tema della sostenibilità nella filiera corta alimentare e relatore sulla strategia “Dal produttore alla tavola” nel corso della presentazione della relazione finale in “Commissione risorse naturali” del Comitato Ue delle Regioni (Cdr) a Bruxelles. Una tappa importante che si innesta nel più ampio e ambizioso percorso del Green Deal, per affermare i temi della sostenibilità alimentare.

“Nonostante le difficoltà legate al Covid – sottolinea Milana – da marzo ad oggi siamo riusciti a compiere un lungo percorso di democrazia e confronto che, tra segnalazioni online ed incontri, ci permette oggi di avere un parere alla strategia molto concreto, apprezzato e condiviso nel dibattito, che potremo approfondire ulteriormente prima del voto definitivo alla Plenaria del 9 e 10 dicembre”.

Con “From farm to fork”, le città e le Regioni europee danno così il loro contributo fattivo alla “Strategia”, indicando per l’agricoltura modelli diversi di produzione, distribuzione e consumo tesi alla riduzione sostanziale di CO2. Gli enti locali vanno, così, a definire il percorso che il cibo compie prima di arrivare sulle nostre tavole, le modalità per produrlo in maniera sostenibile, le compatibilità con i problemi sociali, l’informazione al consumatore, gli sprechi e le azioni da compiere.

“Serve anche una generazione di consumatori – precisa Milana – che siano più attenti all’ambiente e alla salute. In un’Europa in cui convivono in modo preoccupante il problema dell’obesità con quello di chi non può alimentarsi bene, per mancanza di risorse, diventa fondamentale una comunicazione puntuale che consenta a tutti di crescere e responsabilizzarsi. Processi medio lunghi che devono necessariamente passare anche per la scuola, introducendo nei programmi formativi l’educazione ambientale e la nutrizione, anche per prevenire gli sprechi che si registrano ad ogni livello, anche nelle case e nei frigoriferi dei consumatori”.

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