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Cronaca

Omicidio a Colleferro: gli arrestati interrogati per quattro ore. Negano tutto. I nuovi elementi

Photo credit: Rai News

“Siamo dispiaciuti e distrutti” perché accusati di un omicidio che non abbiamo commesso. I quattro hanno risposto a tutte le domande del Gip durante le quattro ore di interrogatorio presso il carcere di Rebibbia. La ricostruzione con i nuovi elementi

Non ci stanno a passare come mostri. La ricostruzione dell’accaduto, secondo i 4, ascoltati oggi per circa quattro ore presso il carcere di Rebibbia dal giudice per le indagini preliminari, non corrisponderebbe alla verità.

Loro sarebbero accorsi in soccorso di un amico, che li avrebbe chiamati al telefono, ma negano ogni coinvolgimento alla rissa ed ogni addebito riguardante la morte di Willy Duarte Monteiro.

L’avvocato dei fratelli Bianchi e del terzo arrestato Pincarelli, ci tiene a sottolineare che le famiglie distrutte “sono più di una”.

“Ci dispiace e siamo distrutti per l’accaduto” affermano gli interrogati ma si oppongono a ogni capo d’accusa.

In realtà, secondo la procura le dichiarazioni raccolte appaiono spesso discordanti e diverse dalla ricostruzione fatta dalle indagini preliminari.

Spetterà al giudice se convalidare l’arresto o meno. Nelle stesse ore si procederà all’esame autoptico del corpo di Willy che finalmente farà luce sulle cause della morte, anche se l’emorragia nella cassa toracica e le fratture delle ossa craniche confermerebbero le testimonianze sull’accaduto.

Nel frattempo emergono nuovi elementi dalla ricostruzione fatta dal Gip. I lampioni sarebbero stati disattivati, come testimoniano le immagini nere consegnate dal sindaco Sanna ai carabinieri e la telefonata al 112 sarebbe arrivata a 30 minuti dall’accaduto (i presenti erano tutti sotto shock, come ha confermato il comandante di stazione intervenuto).

Anche se la dinamica è tutta ancora da chiarire e verificare, il raid degli arrestati sarebbe durato una ventina di minuti. Allo stato attuale non sappiamo se per l’intero arco temporale i 4 si siano focalizzati su Willy o se abbiano invece diretto la loro attenzione anche su altre persone poi fuggite.

Dai sei verbali depositati, le prime ricostruzioni porterebbero ad un litigio tra dei ragazzi e il gruppo di Artena. All’uscita del locale “Duedipicche” di Colleferro, intorno alle 02.40 Willy ed i compagni si avviano verso le macchine che sono parcheggiate proprio dove è scoppiata la lite.

Appena Willy arriva sul posto, riconosce un suo ex compagno di scuola e si frappone tra i due gruppi, per poi chiedere all’amico di andare via.

Il Pincarelli, coinvolto nella lite, avrebbe chiamato in suo aiuto i fratelli Bianchi, che arrivando a gran velocità cominciano a picchiare chiunque capiti loro sotto mano. Qualcuno fugge, qualcuno prende le botte e scappa, uno dei compagni di Willy si rifugia dietro delle macchine. Willy rimane solo in balia dei calci e dei pugni dei quattro, per circa venti minuti.

Il compagno di scuola scatta delle fotografie con le quali immortalerà la scena e la targa della macchina con cui sono arrivati i fratelli Bianchi. Fotografie che consegnerà immediatamente ai Carabinieri.

Alle 03.00 entra in scena la moglie del comandante di stazione, la cui abitazione affaccia sulla piazza. Sentendo le urla avverte il marito che scende in strada. Sarà il carabiniere a chiamare i soccorsi, ad allertare le forze di polizia e a rimanere vicino a Willy nei suoi ultimi istanti di vita, parlandogli e accarezzandolo per tranquillizzarlo.

Intorno alle 05.00 del mattino il gruppo viene fermato in un bar e portato in caserma insieme a tutti i presenti.

Willy è morto, la tragedia si è compiuta. La quinta persona sta per essere fermata e gli amici sotto shock non riescono nemmeno a parlare. E’ il momento della realizzazione, il black out della ragione.

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