L’emergenza legata al virus West Nile continua a interessare il quadrante orientale della provincia di Roma. La Asl Roma 5 ha comunicato la conferma di un terzo caso di infezione nell’uomo a Guidonia Montecelio. A Tivoli un altro animale contagiato.
In seguito all’accertamento del nuovo caso di Guidonia , sono state immediatamente applicate le procedure previste dal Piano nazionale arbovirosi. La Asl ha quindi attivato interventi straordinari di disinfestazione nell’area circostante l’abitazione della persona contagiata. Le operazioni, effettuate entro un raggio di 200 metri, sono finalizzate alla riduzione della popolazione di zanzare adulte della specie Culex pipiens, principale responsabile della trasmissione del virus.
Parallelamente, il monitoraggio ha evidenziato nuovi casi anche nel mondo animale. Dopo la positività riscontrata in un cavallo allevato nelle campagne di Sant’Angelo Romano, il Comune di Tivoli ha confermato un ulteriore caso di infezione equina in un allevamento situato sul proprio territorio. Anche in questo caso è stata delimitata un’area di intervento di 200 metri attorno al focolaio, mentre proseguono i trattamenti larvicidi già avviati nei mesi scorsi, a partire da aprile.
Le autorità sanitarie e comunali continuano inoltre a raccomandare ai cittadini di adottare semplici misure preventive, come l’eliminazione dei ristagni d’acqua da sottovasi, secchi e altri contenitori, per impedire la proliferazione delle larve di zanzara.
Intanto il quadro epidemiologico nazionale evidenzia un incremento dei contagi. Al 19 agosto, l’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 312 casi confermati di West Nile, in aumento rispetto ai 226 segnalati la settimana precedente, e 13 decessi associati all’infezione. Tra le persone colpite, 156 hanno sviluppato forme neuro-invasive della malattia, 115 hanno manifestato sintomi febbrili e 40 casi asintomatici sono stati individuati nell’ambito dei controlli sui donatori di sangue.
Sebbene i numeri risultino leggermente inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando si contavano 351 casi e 22 morti, la diffusione del virus rimane significativa, con segnalazioni provenienti da 60 province distribuite in 16 regioni italiane.
Secondo l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, il West Nile deve ormai essere considerato una presenza stabile sul territorio nazionale. Per questo motivo, sottolinea l’esperto, è necessario rafforzare le attività di contrasto alle zanzare e intensificare i controlli preventivi, soprattutto per garantire la sicurezza delle trasfusioni di sangue e dei trapianti. Nello stesso periodo sono stati inoltre registrati nove casi di infezione da virus Usutu.
Per approfondire caratteristiche, modalità di trasmissione e misure di prevenzione del virus West Nile, è possibile consultare le informazioni pubblicate dal Ministero della Salute.


