Presso il pronto soccorso della clinica “Città di Aprilia”, situata in via delle Palme, una trentina di persone appartenenti a una comunità rom locale ha dato vita a un violento assalto contro la struttura sanitaria.

La furia dei presenti è esplosa in seguito alla comunicazione del decesso di un loro familiare, un uomo di 64 anni che era stato colto da un improvviso e fatale malore.
Il dramma e l’esplosione della violenza
La catena degli eventi ha avuto inizio intorno alle ore 18:30. L’uomo era stato soccorso poco prima dall’équipe medica del 118, allertata per un grave malore cardiorespiratorio che lo aveva colpito mentre si trovava nella sua abitazione. Le sue condizioni sono apparse immediatamente disperate. Nonostante il tempestivo trasporto in ambulanza e i ripetuti tentativi di rianimazione cardio-polmonare messi in atto dai medici del reparto d’emergenza, il quadro clinico è precipitato fino al decesso.
La drammatica notizia si è diffusa rapidamente tra i familiari che nel frattempo si erano radunati in massa nei pressi del presidio. In pochi istanti, la disperazione si è tramutata in rabbia cieca. Un gruppo compatto di circa trenta persone ha fatto irruzione nei locali d’attesa, tentando di forzare le porte blindate che separano il pubblico dalle sale mediche e d’assistenza. I facinorosi hanno iniziato a sferrare calci e violenti pugni contro le pareti e le vetrate della struttura, minacciando il personale in servizio. La situazione di estremo pericolo ha scatenato il panico anche tra gli altri pazienti presenti, molti dei quali sono fuggiti all’esterno per mettersi in salvo.
Il massiccio intervento delle forze dell’ordine
Per evitare conseguenze peggiori e proteggere l’incolumità dei camici bianchi, barricati all’interno delle corsie sanitarie, è stato necessario richiedere l’intervento urgente delle forze dell’ordine. La centrale operativa ha inviato sul posto un contingente massiccio: due volanti della Polizia di Stato, due pattuglie dei Carabinieri e una pattuglia della Polizia Locale. Solo grazie al massiccio spiegamento e alla mediazione degli agenti l’area è stata cinturata e la folla è stata progressivamente contenuta e allontanata, ripristinando la calma intorno alle ore 20:00.
Le reazioni della politica nella Regione Lazio
L’episodio ha immediatamente valicato i confini della cronaca locale, provocando una dura ondata di sdegno e condanna all’interno delle istituzioni della Regione Lazio. Dai banchi della maggioranza alla Pisana è stata espressa la massima solidarietà ai medici e agli infermieri della clinica di Aprilia, definendo l’accaduto un atto inaccettabile che mina il diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro.
Gli esponenti del governo regionale hanno colto l’occasione per chiedere un’applicazione rigorosa e a “tolleranza zero” delle normative vigenti a tutela del personale sanitario, invocando l’istituzione immediata di presidi fissi di polizia o di vigilanza armata nei pronto soccorso del territorio più esposti al rischio di aggressioni.
Anche i rappresentanti delle opposizioni in consiglio regionale hanno manifestato forte preoccupazione per la frequenza con cui si registrano simili episodi nelle strutture del Lazio, sollecitando l’apertura di un tavolo tecnico straordinario per ridisegnare i protocolli di sicurezza e incrementare le tutele fisiche dei lavoratori della sanità.
Nel frattempo, gli inquirenti hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza per identificare formalmente i responsabili dei danneggiamenti e della grave interruzione di pubblico servizio.

