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Stazione Fs: per il sindaco una panchina su cui riflettere

Oltre 200 mila euro l’anno non bastano per rendere decoroso il parcheggio alla stazione ferroviaria di Zagarolo. Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da un pendolare al sindaco di Zagarolo, Lorenzo Piazzai.

Sig. Sindaco, il degrado in cui versano i piazzali del parcheggio ferroviario è sotto gli occhi di tutti, compresi i suoi.  Le aiuole ed i vialetti di collegamento sono invasi da sterpaglie e rovi, alberi mai potati, sporcizia a far da contorno ad una situazione squallida.

Nel mese di giugno, suppongo dall’Amministrazione Comunale, venne abbozzato un intervento risibile e sciatto, tagliando erbacce e rovi a metà della loro altezza e lasciando gli sfalci a terra, a rendere ancor più evidente l’incuria.  Verrebbe da chiedersi che differenza ci sia tra Voi, istituzione, e alcuni sub cittadini che gettano le immondizie sulla via Prenestina, e con quale pretesa l’Ente che lei rappresenta potrebbe sostenere interventi sanzionatori o di rieducazione civica. 

Come senza soluzione, inverosimilmente, è la questione del fondo terroso della maggior parte del parcheggio. Si era da poco insediato il sindaco Daniele Leodori,  con il quale entrai in polemica per un’analoga nota pubblica, quando la situazione (polvere d’estate, acqua alta e fango d’inverno) rappresentava già un annoso problema per i frequentatori della stazione. Nel frattempo il Comune di Zagarolo, qualche anno fa, ha anche pensato bene di raddoppiare il prezzo dell’abbonamento, per poi abbandonare a se stesso il piazzale, costringendo i pendolari ad arrivare a Roma con le scarpe bianche o infangate  come nel ‘900. Verso sera provi lei ad introdursi nel parcheggio nei minuti in cui arriva un treno, e tutti partano con le proprie vetture alzando una nuvola di polvere bianca, e poi si sieda sul divano di casa. Ma, soprattutto, trascorra cinque minuti seduto sulla panchina che le allego in foto, potrà guardarsi attorno e riflettere sulle prerogative ed i doveri che impone (o dovrebbe imporre!) la funzione pubblica sottesa alla sua carica. 

Parcheggio abbandonato è la definizione giusta in tutti i sensi: in passato, con metà tariffa quantunque nel medesimo degrado, il Comune garantiva quanto meno la presenza di un addetto alla guardiania, poi rimosso.  Oggi sono tornati i ladri d’auto e di ricambi. Eppure circa mille abbonamenti al mese portano 20.000 euro nelle casse comunali che, a fine anno, raggiungono un totale di almeno 200.000 euro. Quante di queste risorse la sua Amministrazione destina davvero alla spesa complessiva per l’erogazione del servizio parcheggio? O forse su quelle risorse, a prescindere da eventuali vincoli giuridico-contabili, lei compie un’operazione eticamente non corretta destinandole al finanziamento di altri servizi Comunali, a scapito dei pendolari paganti? 

Lei guida un’Amministrazione cieca, ovvero furba: la gran parte di coloro che usufruiscono del parcheggio non sono elettori del suo Comune. Dunque se ne frega beatamente, in perfetta continuità, anche di colore politico, con i suoi predecessori che puo’ ben invitare a riflettere su quella panchina. E possibilmente rimediare con interventi urgenti e risolutivi“.

Alessandro Pantoni (Palestrina)

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