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San Cesareo: tra disservizi e chiusure il casello paralizza il territorio

Ieri mattina 45 minuti fermi per l’apertura di un solo varco. Stasera dalle 22 nuova

Ieri mattina 45 minuti fermi per l’apertura di un solo varco. Stasera dalle 22 nuova chiusura. I pendolari dell’area prenestina ostaggio di disservizi e chiusure

di Massimo Sbardella

Da circa un anno i residenti dell’area prenestina sono costretti a convivere con una situazione che definire problematica è ormai riduttivo. Il casello autostradale di San Cesareo, snodo fondamentale per migliaia di lavoratori, studenti e imprese del territorio, è diventato il simbolo di una gestione che appare sempre più distante dalle esigenze reali dei cittadini.

Le segnalazioni si susseguono quotidianamente: corsie chiuse, varchi ridotti al minimo indispensabile, impianti che non funzionano correttamente e interminabili code che si riversano sulla viabilità ordinaria, congestionando anche il centro abitato e le strade provinciali circostanti. Una situazione che genera perdite di tempo, aumento dei costi di carburante, maggiore inquinamento e un diffuso senso di frustrazione.

Un solo varco aperto per 45 minuti di attesa

L’episodio verificatosi ieri mattina rappresenta soltanto l’ultima goccia di un vaso ormai colmo. Al casello era disponibile un solo varco d’accesso, con distribuzione del biglietto obbligatoria anche per gli utenti Telepass. Una scelta o un malfunzionamento che ha provocato una vera e propria paralisi della circolazione. Decine e decine di automobilisti sono rimasti bloccati per oltre 45 minuti prima di riuscire a entrare in autostrada, con code che si sono estese ben oltre l’area del casello.

Continue chiusure e disservizi

Per chi utilizza quotidianamente quel tratto autostradale, tuttavia, non si tratta di un evento eccezionale. Da mesi si registrano disservizi analoghi, spesso aggravati da ripetute chiusure notturne motivate dalla necessità di effettuare lavori. Interventi che vengono annunciati con una frequenza tale (sul sito di autostrade altra chiusura per stasera!!) da aver suscitato più di una perplessità tra cittadini e amministratori locali. Molti utenti si chiedono infatti quale sia la reale natura di queste opere e, soprattutto, perché dopo tanti mesi di lavori e limitazioni il livello del servizio sembri addirittura peggiorato anziché migliorato.

L’abbandono dei pendolari

La sensazione diffusa tra i pendolari è quella di essere stati lasciati soli. Chi parte ogni mattina per raggiungere Roma o altre destinazioni lavorative non può permettersi di inserire nel proprio programma quotidiano margini di un’ora per far fronte a possibili blocchi del casello. Analogamente, le attività commerciali e produttive della zona vedono aumentare i tempi di percorrenza e le difficoltà logistiche, con inevitabili ripercussioni economiche.

La posizione monopolistica di Società Autostrade

A rendere ancora più pesante il malcontento è il fatto che l’autostrada rappresenti, per molti residenti, un’infrastruttura indispensabile e difficilmente sostituibile. In assenza di valide alternative, ogni disservizio si traduce in un disagio immediato e inevitabile. Proprio questa condizione alimenta la percezione che la società concessionaria possa agire senza subire particolari conseguenze, forte di una posizione di fatto monopolistica sul principale asse di collegamento tra l’area prenestina e la Capitale.

Un appello ai sindaci affinché intervengano

Per questo motivo cresce la richiesta di un intervento deciso da parte dei sindaci del territorio. Le amministrazioni comunali di San Cesareo, Zagarolo, Palestrina, Valmontone, Gallicano nel Lazio e degli altri centri interessati dovrebbero farsi portavoce delle istanze dei cittadini, chiedendo ad Autostrade per l’Italia chiarimenti puntuali sui malfunzionamenti ricorrenti, sul cronoprogramma dei lavori e sulle misure previste per evitare il ripetersi di situazioni ormai divenute insostenibili.

Migliaia di utenti meritano trasparenza e rispetto

Non si tratta di alimentare polemiche, ma di pretendere trasparenza e rispetto per migliaia di utenti che ogni giorno pagano un pedaggio e hanno il diritto di usufruire di un servizio efficiente. Se i lavori sono necessari, è giusto che vengano eseguiti; ma è altrettanto giusto che vengano spiegati ai cittadini tempi, obiettivi e benefici attesi, garantendo nel frattempo un livello minimo di funzionalità del casello.

L’area prenestina non può continuare a subire passivamente ritardi, disagi e incertezze. Dopo un anno di problemi, è arrivato il momento che la voce dei residenti venga ascoltata e che chi ha la responsabilità della gestione dell’infrastruttura fornisca risposte concrete. Perché quarantacinque minuti di attesa per entrare in autostrada non possono essere considerati la normalità.

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