Il patron di Rvm Palestrina, Daniele Imola, cede il titolo di Promozione. Si conclude così la bella avventura di una squadra che, in due anni, ha regalato gioie ai tifosi.
Di Massimiliano Rosicarelli
Rvm Palestrina. La foto si commenta da sola e resterà nei ricordi più belli che questi ragazzi hanno lasciato ad una città, Palestrina, ritrovatasi dopo il 15 maggio scorso con un punto interrogativo enorme sulle sorti calcistiche. Ad oggi, 3 luglio 2025, la certezza è che non esiste più neanche la Prima Squadra di calcio.

Il Patron della RVM Palestrina, Daniele Imola, ha infatti ceduto il titolo sportivo di promozione e, di fatto, ha svincolato tutti i tesserati della squadra che ha concluso il campionato di Promozione al terzo posto, da neo promossa e con una solidità calcistica che avrebbe permesso sicuramente altri scenari per la nuova stagione che partirà, senza RVM Palestrina.
Una notizia che conferma il momento no dello sport prenestino, già retrocesso nel basket e con un futuro nebuloso ove l’unica certezza che si respira è l’assordante silenzio.
Mentre Palestrina giace immobile in carte burocratiche e personalismi, i paesi vicini avanzano con programmazioni concrete. A Palestrina la domenica cosa si fa? Niente cinema, né palazzetti e addirittura ora si ha uno stadio comunale vuoto, con erba alta, dove nemmeno un elicottero del 118 potrebbe atterrare in caso di necessità.
A gran voce l’opinione pubblica cittadina, quella che non si accontenta delle cene in piazza, chiede di rivedere le convenzioni delle strutture sportive prima di elargire contributi annuali comunali, figli di tasse pagate dai cittadini che ora non hanno lo sport nel proprio paese.
Non ci si capacita pertanto perché allo stadio Sbardella da decenni sia scomparsa la pista di atletica senza avere una delibera in Consiglio comunale e ci si ritrovi oggi, nel 2025, senza acqua e senza fari illuminanti nel campo in erba naturale, sommersa da sporcizie.
Davvero non si poteva proseguire con questo gruppo di ragazzi, molti dei quali di Palestrina, che, in due anni avevano riportato la città agli apici del calcio regionale? Per smanie politiche e personali, invece, ancora una volta Palestrina paga amaramente un altro conto, sulla pelle di ragazzi e tifosi che, la domenica mattina, non avranno neanche più la possibilità di andare allo stadio perché non c’è una squadra cittadina iscritta ai campionati.
Ormai la frittata è fatta, ci si auspica un ingresso imprenditoriale locale per ripartire, ma è già tardi perché tutti, nel comprensorio, si sono accaparrarti le prestazioni sportive dei ragazzi di Palestrina. E la città resta con un pugno di mosche in mano.
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