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Cronaca

Rubavano nel lockdown: bottino di 150 mila euro. Sei arresti per furti tra Roma e provincia

In azione a Roma e Provincia. Per fare razzia di incassi, liquori , forme di formaggio e altri generi alimentari. In alcuni casi anche  condizionatori e computer.  Trafugati da negozi e supermercati  a Fiumicino, Pomezia, oltre che in diversi quartieri della Capitale come Fidene, Acilia e Montesacro tanto per citarne qualcuno. Ingente il bottino: 150 mila euro.

Cinque  arresti sono stati eseguiti ieri mattina dai carabinieri del Gruppo di Frascati per associazione a delinquere e furto in esercizi commerciali legati alla grande distribuzione. A finire in manette una banda di malviventi – tutti di origine sinti e di età compresa tra i 25 e 45 anni –  già condannata per furto nel giugno del 2020, che da Tor San Lorenzo andava  in trasferta  ovunque a scassinare casseforti, approfittando della chiusura imposta  a negozi e  market con il lockdown.

Le indagini dei militari, coordinate dalla Procura di Velletri, hanno portato a scoprire altri 6 furti della banda oltre ai colpi già contestati nei mesi scorsi Per la Procura di Velletri, che ha disposto l’ordinanza di arresti, la banda è ritenuta responsabile di 12 colpi, tra tentati o portati a termine.

Gli attrezzi dello scasso  sono stati trovati nell’abitazione del capo – banda, su cui tra l’altro pende, insieme alla moglie, anche il reato di estorsione per una storia di soldi avuti dalla famiglia di un giovane con cui la nuora dei due aveva avuto una relazione. Tremila euro per risolvere la “questione d’onore”e mettere a tacere il tradimento coniugale. 

Rubavano denaro dalle casse o dalle casseforti e, in alcuni casi anche generi alimentari. A Fidene il supermercato Castoro, tanto per ricordarne qualcuno, è stato preso di mira per ben due volte, poi è toccato alla  Conad di via Teocrito (Roma),  all’Idromarket di Fiumicino e al negozio Punto Clima di  Pomezia messo in ginocchio con 50 mila euro di valore tra climatizzatori e altro.

Anche furti sfumati nel curriculum della banda per allarmi partiti o per sopravvenuti imprevisti. Di certo a mettere i militari sulla loro strada sono state le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza.  I capi di abbigliamento rinvenuti nelle abitazioni dei componenti erano gli stessi di quelli indossati nelle foto visionate dai militari. Trovati anche arnesi e radioline. I militari non hanno avuto alcun dubbio.

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