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Peste suina africana in provincia di Roma: interrogazione alla Pisana

Il ritrovamento di cinghiali morti per la peste suina desta la preoccupazione dei sindaci.

Il ritrovamento di cinghiali morti per la peste suina desta la preoccupazione dei sindaci. Interrogazione di Eleonora Mattia al consiglio regionale del Lazio

Allarme peste suina africana nei comuni a nord di Roma e nel territorio della ASL Roma 4, dove il ritrovamento di cinghiali positivi ha portato al rafforzamento delle misure di controllo e sorveglianza sanitaria. Cresce la preoccupazione per le ripercussioni sugli allevamenti, sulle attività agricole e sull’equilibrio economico del territorio, con la richiesta di interventi rapidi per contenere la diffusione del virus e sostenere le comunità interessate.

Già nei giorni scorsi, il sindaco di Riano, Luca Abbruzzetti, aveva annunciato: «La delimitazione della Zona Infetta è in fase di definizione da parte delle autorità competenti. Occorre sottolineare che la peste suina africana non si trasmette all’uomo e, di conseguenza, non rappresenta un pericolo per i cittadini ma costituisce una grave minaccia per i suini domestici e selvatici necessita di massima attenzione e collaborazione da parte di tutti».

Sulla vicenda, in Consiglio regionale, la consigliera del Pd Eleonora Mattia ha presentato un’interrogazione sollecitando interventi immediati: «Ho presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta Rocca quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di far fronte alla nuova epidemia di Peste suina africana che si sta determinando nel Lazio», ha dichiarato Mattia.

La consigliera indica quattro misure prioritarie: la delimitazione della zona infetta e della zona di attenzione nel territorio della Asl Roma 4, l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente con le misure previste dalla normativa vigente, il coordinamento operativo tra Asl, enti parco, forze di polizia e Comuni interessati e il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica con ricerca attiva delle carcasse, segnaletica informativa e misure di biosicurezza.

«La Regione Lazio – conclude Mattia – adotti tempestivamente queste quattro azioni urgenti e faccia la propria parte al fianco dei sindaci per la messa in sicurezza delle aree interessate di Roma e del Lazio e la salvaguardia delle filiere economiche e produttive coinvolte».

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