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Ospedale di Palestrina centro Covid-19: come verrà garantito il servizio? Le domande e i dubbi dei cittadini

La dialisi, le visite ortopediche, gli infarti, gli ictus, i parti sono solo i casi più evidenti di una preoccupazione da parte della popolazione, su che fine farà il servizio del Coniugi Bernardini. Dove andranno le partorienti? E chi verrà colpito da un infarto? Se mi procuro una frattura che faccio? La nota della ASL, i dubbi e le domande della popolazione su una scelta piombata dall’alto, l’esposto della CISL FP.

In casi di emergenza Palestrina non si è mai tirata indietro. Questa dovrebbe essere la premessa al pensiero. Durante le grandi nevicate, i terremoti, gli incendi, Palestrina si è sempre data da fare, si è rimboccata le maniche e, in silenzio, ha messo in campo le sue forze migliori.

Anche oggi farà la sua parte, lo farà però in maniera forzosa, senza essere stata minimamente coinvolta, senza essere stata preparata, in senso politico, comunicativo ed in senso fattivo, pratico. Il sospetto che dietro alcune decisioni si celino “altri virus”, quelli nati nei rapporti di forza politici, è piuttosto fastidioso.

Un ospedale che, fino a ieri, mancava di Dpi (mascherine, guanti e protezioni) per il proprio personale, non aveva personale sufficiente a portare avanti l’opera nei propri reparti e nel PS, un ospedale senza terapia intensiva, che ha rischiato la chiusura più di una volta, perché oggi è al centro dell’attenzione? Come mai l’Amministrazione comunale di Palestrina, per voce del suo sindaco, fa capire di aver subito la decisione senza aver avuto alcuna voce in capitolo? Possibile che tutte le criticità, da sempre osservate sul nosocomio prenestino, oggi spariscano in nome dell’emergenza?

Perché fino a due giorni fa era l’ospedale di Monterotondo ad essere stato individuato come Centro Covid-19? Che cosa è accaduto nel giro di poche ore? Sono domande lecite, che tutti si pongono, a maggior ragione noi impegnati sul fronte dell’informazione.

La comunicazione del Direttore Generale del 25/03/2020 che anticipava la decisione presa per il nosocomio di Palestrina.

La Cisl FP annuncia, con nota protocollata, un esposto alla Procura della Repubblica perché – afferma nella nota – “la trasformazione non è supportata da valutazioni formali inerenti il rischio diffusione di contagio tra gli operatori e scopre l’intero settore di assistenza sanitaria NO COVID esponendo l’intera comunità ad una reale interruzione di servizio sanitario”.

La lettera protocollata dalla Cisl FP in cui si annuncia un esposto alla Procura della Repubblica.

I medici di base, con comunicazioni via WhatsApp cercano di indirizzare, in caso di emergenza, i propri pazienti verso gli Ospedali di Colleferro e Tivoli, senza passare per Palestrina. Il tempo si sa, in caso di emergenza è determinante.

Ma veniamo a noi. In queste ore molti cittadini si stanno chiedendo come si riuscirà a garantire i servizi minimi ed essenziali del Coniugi Bernardini. A far luce su alcune domande, una nota della Asl Rm5, che ad integrazione della decisione e comunicazione presa ieri, cerca di far chiarezza su alcuni punti.

“La Direzione Strategica della Asl Rm5, insieme all’assessorato alla Salute della Regione Lazio, ha determinato di convertire il Presidio Ospedaliero (PO) di Palestrina in Covid hospital

Detta scelta è stata operata in base a criteri tecnici che hanno portato a preferire, tra i Presidi Ospedalieri della ASL Roma 5, il Coniugi Bernardini di Palestrina – invece di quello di Monterotondo, sul quale erano stati fatti precedenti approfondimenti – perché garantirebbe standard di sicurezza per i pazienti Covid-19.
In conseguenza della determinazione assunta, la Direzione Strategica della ASL Roma 5 sta provvedendo alla dotazione strumentale del PO, agli approvvigionamenti dei dispositivi di protezione individuale (DPI) oltre che allo studio di idonei percorsi all’interno dell’ospedale per garantire sicurezza sia ai pazienti che agli operatori.
Il Presidio ospedaliero di Palestrina sarà quindi dedicato esclusivamente alla cura dei pazienti affetti da Coronavirus, che garantirà 60/80 posti letto, pertanto ogni altra prestazione sanitaria no-Covid è delegata agli altri ospedali della Rete.

In particolare:

1 – i pazienti in dialisi vengono trasferiti presso il PO di Tivoli (Dea di I livello);

2 – i pazienti affetti da patologia tempodipendenti (infarto, ictus, etc…) vengono trasferiti nei centri specifici della rete;

3 – le pazienti che hanno programmato di partorire presso il Punto Nascita del PO di Palestrina saranno accolte presso l’ospedale di Tivoli (Dea di I livello);

4 – i pazienti ortopedici saranno accolti dal vicino ospedale di Colleferro e dall’ospedale di Tivoli (Dea di I livello).

5 – percorso nascita per donne Covid positive. Il reparto di Ostetricia sarà mantenuto in piena operatività pronto per le emergenze con equipe immediatamente attivabile in reperibilità

In conclusione tutta l’attività ospedaliera no-Covid è dirottata verso altri ospedali.

Si garantiranno eventuali accessi al Pronto Soccorso di quei pazienti no-Covid – non veicolati da 118 – che dovessero eventualmente afferire al Presidio di Palestrina, per mezzo di un presidio mobile garantito in collaborazione con la Croce Rossa che sarà posizionato nel piazzale antistante l’ingresso dell’ospedale di Palestrina, con percorsi dedicati e totalmente separati da quelli dei pazienti Covid, che garantirà il triage, il trattamento in emergenza e il trasferimento in altri presidi no-Covid”.

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