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Colleferro

Omicidio Willy Monteiro, Marco Bianchi: “Combatterò per la verità”

Marco e Gabriele Bianchi, condannati per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte
Marco e Gabriele Bianchi, condannati per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte
Marco Bianchi scrive ad Adnkronos dal carcere di Viterbo dove è recluso insieme al fratello Gabriele, accusato insieme a Francesco Belleggia e Mario Pincarelli di aver ucciso il giovane Willy Monteiro Duarte.

«Ho toccato il fondo. Ecco la vostra soddisfazione.

È una cosa che non auguro a nessuno, la sensazione di essere da soli, al buio.

Sono andato giù, ma oggi ho deciso di rialzarmi e combattere per la verità e per la vita» scrive nella lettera inviata all’Adnkronos.

Secondo Marco Bianchi l’opinione pubblica sarebbe stata influenzata dalla ricostruzione che i media hanno fatto della sua vita, cosa che avrebbe influenzato il processo.

Un’accusa ai giornalisti che pubblicando alcune foto e ricostruendo le loro imprese, avrebbero descritto una “bella vita” che non c’è mai stata.

In attesa della sentenza della Corte D’Assise del 4 Luglio, le richieste del PM per lui e il fratello sono l’ergastolo, mentre per Pincarelli e Belleggia sono 24 anni di reclusione.

«Io e Gabriele siamo ragazzi di cuore, sinceri – scrive in stampatello – Tutte quelle cattiverie che hanno detto contro di noi non sono vere, sono state solo bugie su bugie per farci toccare il fondo.

Siamo stati descritti sin dall’inizio, senza conoscere gli atti del processo, come mostri e assassini.

Dai giornali e dai social è stata usata una nostra foto per dimostrare che eravamo due ragazzi che pensavano solo a fare la bella vita.

Ho avuto la forza di guardarmi allo specchio, di essere fiero di quello che sono e di combattere per la mia innocenza.

Io e mio fratello non ci siamo mai nascosti su nulla, non abbiamo mai chiesto aiuto, non siamo mai stati protetti, sempre soli e divisi.

Abbiamo sempre affrontato tutti i problemi per far capire la realtà delle cose, perché noi siamo così: disponibili, educati e rispettosi, sempre pronti ad aiutare i più deboli».

“I problemi li abbiamo avuti a causa dei giornalisti che hanno perso il controllo – prosegue la lettera – raccontando falsità su falsità.

Come quella bellissima donna di Barbara D’Urso, che è madre di un figlio e non si rende conto prima di fare le puntate su di noi. Dentro sa benissimo il danno che può creare dicendo bugie sul nostro nome.

Lei dormiva serena, io no, sapendo la guerra che avrei affrontato l’indomani in carcere per le bugie raccontate.

Posso capire che è il vostro lavoro – incalza Marco Bianchi all’Adnkronos , riferendosi genericamente ai giornalisti – ma almeno siate umani e umili nel dire la verità, perché tutti siamo figli, tutti siamo genitori e disgrazie come questa possono accadere a chiunque.

Solo che qui, oltre alla disgrazia, c’é anche la beffa che il colpevole non si è preso le proprie responsabilità. Ancora con il sangue sulle scarpe, se ne sta tranquillo in casa sua” scrive riferendosi a Belleggia, unico imputato ad oggi ai domiciliari.

Parole – quelle di Marco Bianchi – alle quali non vuol rispondere il padre di Willy, Armando Monteiro, che pacatamente commenta: “Per adesso lasciamo le cose come stanno e non commentiamo. Il prossimo lunedì ci sarà la sentenza, confidiamo nella giustizia”.

Leggi anche:

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La morte di Willy Monteiro: la ricostruzione dei testimoni

 

 

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