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Colleferro

Willy Monteiro, al via il processo: “C’era la volontà di uccidere”

Domani inizia il processo per la morte di Willy Monteiro presso la Corte di Assise di Frosinone. Una frase, attribuita a Mario Pincarelli dimostrerebbe la violenza efferata con la quale i quattro si sono scagliati contro il 21enne di Paliano.
di Matteo Palamidesse

Un mese fa avevamo pubblicato un articolo in merito al processo che si sarebbe tenuto di li a qualche settimana. Ricevemmo una diffida da parte del legale di Mario Pincarelli perché avevamo riportato parte di una “presunta” intercettazione avvenuta in carcere, attraverso la quale gli inquirenti avevano allora stabilito le sue responsabilità.

Oggi, il Corriere della Sera, in un articolo di Fulvio Fiano, riporta un estratto di tale intercettazione nella quale Mario Pincarelli affermerebbe “Gli so tirato ‘na zampata quando stava per terra”. Una frase che gli è valsa l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi, la stessa degli altri imputati, Gabriele e Marco Bianchi e Francesco Belleggia. La stessa frase, da noi riportata poche settimane fa, alla quale è stata richiesta immediata rettifica perché “non veritiera” secondo la parte interessata.

Anche se all’inizio si è parlato di una rissa degenerata, ciò che è emerso e raccolto nei fascicoli della procura presso il Tribunale di Velletri è il modus operandi dei quattro che avrebbero agito con estrema violenza per eliminare quello che loro un problema.

Willy, intervenuto per fungere da paciere in una rissa nella quale era coinvolto un Federico Zurma, causata da un commento volgare del Pincarelli nei confronti di una ragazza, cercò di agganciare il suo amico per portarlo via. Non fece in tempo, individuato come obiettivo fu pestato a morte dai quattro.

Colpi inferti con violenza, su un ragazzo dalla corporatura esile, impreparato alla rissa, anche perché parrebbe che la discussione stesse volgendo al termine. Willy morirà in seguito ai colpi ricevuti al torace e alla carotide, colpi che secondo i medici legali “risultano entrambi capaci di realizzare la morte per arresto cardio-circolatorio, autonomamente e/o sinergicamente”.

«Colpi sferrati con inaudita violenza da persone esperte ed allenate nonché consapevoli, anche per la sproporzione fisica rispetto alla vittima, della nocività e letalità degli stessi» ha riassunto il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare a poche ore dal loro arresto.

«Willy Monteiro Duarte — continua il giudice —, un ragazzo di appena 21 anni e corporatura esile, era semplice spettatore di una discussione che stava volgendo al termine ed era dunque del tutto impreparato all’aggressione. Per circostanze e velocità dell’azione non faceva in tempo a opporre alcuna resistenza»

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