Sette consiglieri hanno firmato la mozione di sfiducia al Sindaco Umberto Quaresima a poco più di un anno dalla sua rielezione.
La mozione a Umberto Quaresima è stata firmata dai consiglieri di minoranza della lista “Rinascita Civica” e dagli ex consiglieri di maggioranza, riunitisi in una nuova lista “Uniti per Olevano”.
Negli ultimi giorni di Agosto si erano già avute le avvisaglie di una grave crisi all’interno dell’amministrazione olevanese, quando Paola Buttarelli, allora vicesindaco, aveva rimesso le sue deleghe e insieme a tre consiglieri -Viti, Lico e Totaro- optato per l’uscita dalla maggioranza comunale.
Ciò che si legge nella mozione di sfiducia non lascia spazio ai fraintendimenti. I sette lamentano l’assoluta mancanza di dialogo in seno alla macchina politico amministrativa e dipingono il sindaco come un uomo solo al comando.
Sottolineano come il sindaco abbia “paura del dialogo e del confronto franco. Del non fidarsi degli interlocutori istituzionali e di decidere di procedere in solitudine nella convinzione di fare il bene del paese”.
In realtà la mozione è ben più articolata. Descrive come non vi sia alcuna propensione al confronto sulle scelte fondamentali dell’ente, come le commissioni consiliari non vengano utilizzate come strumento di approfondimento e partecipazione, come “l’eccessivo verticismo degli atti assunti dalla giunta e dal sindaco” abbia “impoverito l’organico del comune e abbassato la qualità e quantità dei servizi erogati e come si disattenda sistematicamente la discussione degli ordini del giorno dei consigli comunali, senza dare il tempo necessario ai consiglieri per l’approfondimento e la discussione.
Accuse gravi, alle quali il Sindaco Quaresima risponde affidando le sue parole al suo account social.
“Sapete che per educazione e cultura personale sono abituato a lavorare sodo, con umiltà ed equilibrio, senza fare chiacchiere e senza offendere nessuno.
