C’è anche Palestrina tre le tre madri d’Italia, con Mirna Pompili, mamma della giovanissima Camilla, esempio di amore oltre il dolore
Di Massimiliano Rosicarelli
Cascia (Umbria). Si chiamano Fannì Curi, Lucia Di Mauro e Mirna Pompili. Tre donne della nostra amata Italia. Tre madri che la maternità ha segnato con prove di vita enormi e che oggi sono la testimonianza concreta della speranza. In occasione della recente Festa della Mamma, il Monastero di Santa Rita da Cascia ha presentato le tre donne che, oggi alle 10 a Cascia, hanno ricevuto il riconoscimento Internazionale “Santa Rita 2026” con il Monastero della Santa della cause impossibili che richiama fortemente il significato più profondo dell’essere madre e donna.
Suor Maria Grazia Cossu, Badessa del Monastero, con pacatezza e gentilezza afferma che “In queste donne e madri ritroviamo il volto più autentico di Santa Rita. Donne che hanno conosciuto il dolore più profondo e che, proprio laddove tutto sembrava perduto, hanno scelto di generare ancora vita, speranza, amore. In un tempo segnato da divisioni e ferite, le loro storie ci ricordano che il perdono non è debolezza, ma una forza capace di cambiare il cuore delle persone e delle comunità. È questo il messaggio che vogliamo condividere nel giorno della Festa della Mamma: anche nelle prove più dure, è sempre possibile scegliere il bene”.
E le esperienze delle tre donne raccontano con forza questo messaggio, che a Palestrina non è mai venuto meno nel ricordo della giovane Camilla Cecconi, salita in cielo due anni fa a seguito di un investimento stradale avvenuto all’ingresso della Parrocchia della Sacra Famiglia.
Fannì Curi ha conosciuto il dolore della perdita del figlio Luca, nato con una grave malattia cardiaca e sottoposto a più interventi, fino alla morte. Accanto al marito Sante, Fannì ha trasformato il dolore in impegno concreto, attraverso il volontariato accanto ai più fragili, dalle strade con le prostitute ai senzatetto, fino al sostegno ad altri genitori che hanno perso un figlio. “Tutto l’amore che non ho avuto, sento di doverlo dare”, dice.
Lucia Di Mauro ha vissuto invece la tragedia della perdita del marito, guardia giurata, ucciso da quattro ragazzi. Lucia sceglie di incontrare il ragazzo più giovane che nel frattempo ha iniziato un percorso grazie a don Luigi Ciotti, lo accompagna nel tempo, prendendosi cura di lui e continuando ancora oggi a seguirne il cammino. Una scelta che rompe la logica della vendetta e apre alla possibilità di una giustizia che passa attraverso l’umanità.
E poi c’è Palestrina, con Mirna Pompili: dopo la morte della figlia Camilla in un incidente, ha compiuto un gesto di straordinarietà immensa nei confronti della donna che era alla guida dell’auto. Ha sentito il bisogno di rassicurarla, dicendole che il suo cuore e quello della sua famiglia non erano abitati dal rancore. Nel tentativo di sostenere l’altra persona, Mirna ha trovato una strada per non cedere alla disperazione, trasformando il dolore in un’esperienza condivisa. Le “Donne di Rita 2026”, presentate ufficialmente oggi a Cascia.
21 MAGGIO
Ore 16.30 – BASILICA DI SANTA RITA
Santa Messa della Famiglia Agostiniana, celebrata dal Priore Generale degli Agostiniani, Padre Alejandro Moral Anton
Al termine consegna del “Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2024” con il messaggio della Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia, Suor Maria Rosa Bernardinis
Ore 18.00 – Solenne celebrazione del Transito di Santa Rita
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